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ciao paron calhanoglu giorgio rognoni

Redazione Derby Derby Derby

di Mattia Marinelli - Oggi tutti hanno ricordato il quarantesimo anniversario della scomparsa del Paron Rocco: "Giornata importante, ho sentito i suoi figli al telefono, Bruno e Tito", ricorda Giovanni Lodetti. Dal canto suo il Milan club Femminile Stella di Saronno ha portato i fiori nuovi davanti alla statua di Nereo Rocco a Milanello, cosa che accade tre volte all'anno: il 20 febbraio, il 20 maggio (giorno della nascita del Paron) e il giorno dei morti. Rino Gattuso ha spesso raccontato che, di tanto in tanto, nei momenti di difficoltà, va a scambiare due chiacchiere con la statua del sior Nereo, situata fra il campo centrale e il campo esterno del Centro sportivo rossonero di Milanello. Cosa collega le due figure, il Gattuso di oggi e il Paron della Storia? Forse qualcosa che riguarda Hakan Calhanoglu, come ha fatto notare Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport: "Che Calhanoglu abbia ottime qualità tecniche è fuori discussione, si erano viste anche prima che arrivasse al Milan. La bravura di Gattuso è stata quella di saper sostenere il giocatore anche nei momenti meno positivi. La corsa del turco dopo il gol per andare ad abbracciare il tecnico e i compagni in panchina è stata molto significativa". Proprio questo è il punto, Giovanni Lodetti dice infatti: "Oggi il Milan ha 28 giocatori e Gattuso ne ha difeso uno in maniera importante. Ai nostri tempi la rosa era di 14-15 giocatori e anche fra di noi c'era un giocatore molto criticato, Giorgio Rognoni, che il signor Rocco ha sempre difeso. Avrebbe fatto la stessa cosa per ciascuno di noi, il Paron era una di quelle persone che non lasciava mai solo un proprio giocatore in difficoltà". Non era un titolare come Chalanoglu ma era ugualmente un talento, Rognoni, poi scomparso a causa della Sla, come Borgonovo, a 40 anni. Che ripagò Rocco segnando un gol importante contro il Malmoe nel primo turno della coppa dei Campioni poi vinta dal Milan nel 1968 in finale a Madrid contro l'Ajax di Crujff.