di Mattia Marinelli - Tutti lo hanno pensato, ma il primo a dirlo è stato Alessio Secco, ex direttore sportivo della Juventus: "Non lo escluderei un ritorno del portoghese a Milano. C'è un legame tra Mourinho e l'Inter che comprende le emozioni e i sentimenti che vanno intorno al mondo nerazzurro. È un rapporto speciale. Manchester? Ipotizzerei un Zinedine Zidane". Boom? Calma e gesso. E' fin troppo scontato, quasi banale, immaginare di primo acchito Mourinho a Milano. Le sue dimissioni dai Red Devils sono ancora troppo fresche, per poter impiantare discorsi ragionevoli. Certo, Mou è uno che ritorna. Al Chelsea è tornato. E adesso all'Inter c'è una proprietà importante. Oltre ad una dirigenza di livello. Luciano Spalletti si è sempre tenuto lontano da certi paragoni e da una possibile rivalità: "Lasciamolo stare, lui è la Storia di questo club", ha sempre dichiarato il tecnico toscano che terminerà certamente la stagione in nerazzurro. Ma i fantasmi sono tali per definizione: non si vedono, non si toccano con mano, eppure ci sono. E generano atmosfere e sensazioni. Incerte, come incerto è per definizione il calcio. La convivenza con l'ipotesi Mou è solo all'inizio per Spalletti e per il gruppo nerazzurro.
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