di Max Bambara - La Juventus ieri sera ha deciso di lamentarsi dell’operato dell’arbitro per una decisione, a suo giudizio, ingiusta. Lo ha fatto con Andrea Agnelli che ha accusato Collina in maniera generica ed è arrivato addirittura ad ipotizzare l’utilizzo del VAR in Europa dopo averlo osteggiato in tutti i modi nel campionato. Lo ha fatto con Pavel Nedved, scalmanato a bordo campo nel fine gara, con Giorgio Chiellini che ha fatto il segno dei soldi ai giocatori madridisti e lo ha fatto soprattutto con il suo capitano, quel Gianluigi Buffon che, da troppo tempo, si pone sopra un piedistallo immaginario e pontifica sul giusto e sul non giusto. Buffon però non s’è limitato a contestare l’episodio incriminato ma è andato oltre, arrivando ad accusare l’arbitro di essere insensibile, di avere l’immondizia al posto del cuore e di non meritare di stare a certi livelli. Premesso che, per chi scrive, quel rigore c’era ed il dubbio sulla sua esistenza è nato a causa di un fermo immagine in cui Benatia toccherebbe il pallone. L’azione però va valutata nel suo complesso e sbilanciare un giocatore che sta calciando verso la porta con una spinta è già di per sé un danno procurato. Questa è la ragione per cui l’arbitro ha dato il rigore. Quel che mi preme sottolineare tuttavia, sono le reazioni smodate ed aggressive di chi sbandiera ai quattro venti il “presunto stile Juve”. Per rimanere nel seminato rossonero, quello che più ci appartiene, il Milan a marzo è andato fuori dall’Europa League con un rigore inesistente che ha cambiato l’equilibrio umorale del match. L’allenatore del Milan, Rino Gattuso, non ha voluto minimamente menzionare quell’episodio nell’analisi della gara. Da uomo di sport quale è, ha voluto andare oltre. Nel passato, il Milan si è distinto per la sua signorilità e per il suo silenzio sportivo dopo un gol buono tolto a Shevchenko al Nou Camp contro il Barcellona senza alcun motivo apparente nel maggio 2006. Sarebbe stata la terza finale di Champions League in 4 anni. Quella svista ci tolse un merito conquistato sul campo. Per non parlare poi dei silenzi con le labbra morse di Galliani e Braida nel marzo 2012 quando, sempre al Nou Camp, il Milan divenne la prima squadra nella storia del calcio moderno a vedersi dare un rigore contro a gioco fermo. La palla, sul corner, non era ancora partita, ma l’arbitro pensò bene di inventarsi una decisione pittoresca. Il fantomatico stile Juve, del quali tanto fanno vanto gli juventini, dovrebbe forse guardare più a est per capire che lo stile vero è quello di chi non strepita dinanzi ad episodi indiscutibili e, soprattutto, non si permette di offendere l’onorabilità di un professionista senza colpo ferire.

Buffon-Madrid

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