di Emanuele Landi - Domenica 22 aprile andrà in scena la partita che tutti stavano aspettando, il big match della Serie A, lo scontro diretto che potrebbe decidere il campionato. All’Allianz Stadium si gioca Juventus-Napoli con i bianconeri che si presentano 4 lunghezze sopra e un’andata che li mette in condizioni di vantaggio in caso di arrivo a pari punti. Certo, dopo questa super sfida mancheranno altre 4 giornate e il campionato non finirà certo al fischio finale di Juventus-Napoli, ma un eventuale successo dei bianconeri sancirebbe la quasi definitiva resa dei partenopei. Al contempo una vittoria in trasferta del Napoli, riaprirebbe i giochi visto che la Juve dovrà anche affrontare Inter e Roma in trasferta. Un pareggio sarebbe ben visto dai bianconeri che mantenendo 4 punti potrebbero permettersi di arrivare anche a pari col Napoli all’ultima giornata, visto il goal di Higuain segnato all’andata. Eh già, lo scontro diretto giocato al San Paolo l’1° dicembre deciso dal “Pipita” rischia di pesare molto sull’economia del campionato. Ecco perché i partenopei dovranno giocarsi “la vita” sportivamente parlando proprio a Torino, come fecero il 6/4/1975 quando una bella sfida equilibrata fu decisa proprio dal “Core ‘ngrato” per eccellenza: Josè Altafini. Dopo il vantaggio bianconero targato Causio e il pareggio azzurro di Iuliano, al 88’ l’italobrasiliano realizza il gol che condanna la sua ex squadra, con un tap-in dopo un tiro di Cuccureddu stampatosi sul palo. Altafini segnò ed esultò, nonostante i tifosi partenopei lo fischiavano pesantemente per il suo tradimento consumatosi nell’estate 1972, dopo 7 stagioni in azzurro. Per lui fu una cosa normalissima “Quando sono entrato in campo, mi hanno fischiato. Li ho puniti”. Poi prima della sfida dello scorso anno consigliò così il “Pipita: “Higuain deve andare in campo e giocare la sua partita poi se segnerà deve esultare, come tutti. Lui non esulta contro il Napoli, esulta per la sua squadra e per i suoi tifosi”. Corsi e ricorsi storici, con Higuain, l’altro grande traditore per gli azzurri, che non solo ha deciso la gara d’andata, ma che ha punito il Napoli in una gara sempre finita 2-1 a Torino, il 29/10/2016, ossia l’ultima sconfitta subita in trasferta dalla banda di Sarri. Da quel momento in poi gli azzurri hanno raccolto 23 vittorie e 6 pareggi, di cui 3 nell’ultimo periodo (Inter, Sassuolo e Milan) che hanno un po’ minato le certezze della squadra e che hanno scavato questo solco con la Juve che dopo la vittoria di ieri con l’Udinese e il contemporaneo pareggio a Crotone dei ragazzi di Allegri è tornato di soli 4 punti. Ora tutto dipende dagli uomini di Sarri che ritroveranno Koulibaly al centro della difesa, nonostante i gol preziosi di Albiol e Tonelli contro i friulani, e probabilmente Mertens al centro dell’attacco, anche se Milik che continua a segnare scalpita. Nei bianconeri, invece, dovrebbe tornare tra i pali Buffon, in mezzo al campo Pjanic e in attacco ci sarà certamente Higuain. L’argentino è l’uomo più temuto, ma anche quello da battere, per evitare che la storia si ripeta, da un “Core ‘ngrato” all’altro.
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