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cosi non va le scuse del pipita

Redazione Derby Derby Derby

di Valentino Cesarini - Il tallone d'Achille di Gonzalo Higuain sono i calci di rigore. E’ vero che i penalty li sbaglia solo chi ha il coraggio di calciarli (frase pronunciata da Roberto Baggio), però ieri sera il numero nove rossonero ha di fatto strappato il pallone dalle mani di Kessiè facendosi ipnotizzare dall’ex compagno Szczesny e diventando sempre più nervoso, fino al momento dell’espulsione. Se torniamo indietro nel tempo ci accorgiamo che Higuain, nei momenti “caldi” i rigori li ha sempre sbagliati. Si inizia il 31 maggio 2015, con lo spareggio Champions League del San Paolo fra Napoli e Lazio. I biancocelesti si portano sul 2-0, ma Higuain ristabilisce la parità con una doppietta. Ad un quarto d’ora dal termine il Napoli ottiene un calcio di rigore. Dal dischetto si presenta il Pipita, che però calcia incredibilmente alto. E’ la fine per il Napoli, che crolla psicologicamente e la Lazio nel finale ottiene il pass Champions, grazie alle reti di Onazi e Klose. Poco più di un mese dopo (4 luglio), l’Argentina arriva in finale di Coppa America contro il Cile. Higuain, che fino a quel momento aveva realizzato solamente due reti, proprio al 90’ si divora la palla della vittoria, portando le due squadre prima ai supplementari e poi ai rigori. Dal dischetto si presenta l'attaccante come secondo tiratore scelto da Martino, ma anche in questa circostanza la palla finisce altissima sopra la traversa. Il Cile segnerà tutti e quattro i rigori, per l’Argentina a segno solo Messi, mentre Banega emula Higuain. Un’altra delusione enorme per il Pipita. In quella stagione l’argentino sbaglierà altri tre rigori in campionato (contro Chievo, Milan e quello pesante al 90’ a Bergamo sul punteggio di 1 a 1). Lo scorso anno, con la maglia della Juventus, nell’andata degli ottavi di finale di Champions contro il Tottenham, dopo aver realizzato due reti nel giro di dieci minuti, si presenta sul dischetto per congelare il discorso qualificazione, ma la sua conclusione potente si stampa sulla traversa. Poi la Juve, eliminerà comunque gli inglesi, ma l’errore di Higuain resta nelle statistiche. In Serie A, su 18 rigori calciati, ne ha sbagliati sei: un terzo. Numeri pesanti per un attaccante che in Italia (e dove ha giocato) ha sempre segnato caterve di goal. E oltre la beffa, nel finale è arrivato anche il danno, che potrebbe costare carissimo al Milan. Higuain, nervosissimo commette fallo su Benatia e viene ammonito da Mazzoleni. Il Pipita non ci sta e urla qualcosa in faccia al direttore di gara che non ci pensa un secondo ed estrae il cartellino rosso. L’argentino, che dopo la partita davanti alle telecamere e nel lunedì post-gara su Instagram si sarebbe poi abbondantemente e profondamente scusato, è costretto a farsi calmare dai suoi compagni per non rischiare di ripetere la sceneggiata che fece nell’aprile 2016 alla Dacia Arena con la maglia del Napoli, quando fu espulso da Irrati e prese quattro giornate di squalifica (ridotte a tre con il ricorso), arrivando al contatto con il fischietto di Pistoia. Dal labiale non si capisce bene cosa abbia pronunciato verso Mazzoleni, che però non ci ha pensato un secondo ad estrarre il rosso. Cosa rischia? Difficile fare previsioni, ma la speranza per Gattuso e per tutti i tifosi milanisti è che la squalifica sia breve, perché Higuain è il terminale offensivo del Milan. Sicuramente salterà dopo la sosta la sfida dell’Olimpico contro la Lazio e molto probabilmente anche la sfida contro il Parma, sperando che la vicenda si fermi qua. Al termine della gara, il Pipita si è presentato davanti le telecamere chiedendo scusa a tutti per la sua reazione. Unica nota lieta in una serata da dimenticare per il Milan, che è stato messo sotto sul piano delle individualità (e del risultato) dalla corazzata Juventus.