di Franco Ordine -

Tutti parlano dei pochi gol del Milan, delle cifre che inquietano Gattuso (decimi nel totale di centri realizzati, terzi in quello dei tiri eseguiti) e che documentano in modo didascalico il deficit sul quale Rino, Mirabelli e Fassone devono lavorare per la prossima stagione. Tutti parlano dei gol mancati e sbagliati, dell’acerbo Cutrone e del misterioso portoghese ma forse c’è da aprire una discussione, tecnica e perciò didascalica, anche sul portiere. Ecco appunto: Gigio Donnarumma. Premessa numero uno: il suo talento fuori dalla norma è indiscutibile. Premessa numero due: il suo rendimento, in questa stagione, è nettamente sotto la media di quella passata. Premessa numero tre: la resa di Gigio è ancor più discussa, nei numeri e in qualche sbavatura, perché nel frattempo la cura Gattuso ha rattoppato la difesa che è stata una banda del buco nel girone d’andata targato Montella.

Gigio

LazAtal
È di questi giorni la disamina tecnica di Marco Amelia che è un ex portiere da poco passato dietro il microfono e le telecamere, uno del mestiere dunque. Bene: la sua osservazione è tecnica. Non c’è pregiudizio, non c’è malafede, non c’è avversione nei confronti di Raiola che pure sarebbe giustificata. Dice Amelia: la postura di Donnarumma sui tiri da lontano è sbagliata. Perché? Semplice: tiene largo il compasso delle gambe e quando deve partire in tuffo, prima accorcia il compasso e poi prende lo slancio perdendo così l’attimo fatale. Per evitare che la discussione prenda una piega sbagliata, fossi in Gattuso, passerei la segnalazione all’allenatore dei portieri di Milanello.

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