di Matteo Minotti - Parma-Napoli ovvero Costa D’Avorio contro Senegal. Sarà un derby africano quello al Tardini teatro del match tra la squadra di mister D’Aversa pronta a dare del filo da torcere a Koulibaly e compagni. Magari proprio grazie alle fiammate e alle accelerazioni della sua freccia più appuntita, quel Gervinho che dopo l’esperienza romana aveva scelto la Cina. Lontano da tutto, dalla sua Africa e dal grande calcio che ha deciso di riabbracciare proprio a Parma. Dove ha mostrato di essere ancora un grande giocatore. Lo dimostrano gli 8 gol messi a segno fin qui e tanto lavoro per la squadra. Reti che hanno permesso ai gialloblù di togliersi qualche soddisfazione (come la vittoria a San Siro contro l’Inter e il 3-3 dello Stadium) e di guadagnarsi un posto al sole a metà classifica. Non male per una neopromossa che si mostrata un cliente scomodo per tutti. Ma in Seria A gli esami non finiscono mai a cominciare da domenica sera, quando al Tardini arriverà il Napoli di Milik, Mertens e Koulibaly. Proprio il 27enne senegalese è uno dei perni dell’11 di Ancelotti chiamato a tenere a bada le ‘sgommate’ dell’ala ivoriana. Kalidou è un pezzo pregiato dell’argenteria Carletto che non rinuncia mai al suo leader difensivo e non solo. Una guida in campo per i compagni e capitano senza fascia. Un muro invalicabile proprio come suggerisce il suo soprannome a lui dedicato all’ombra del Vesuvio: K2 ovvero vetta invalicabile anche per gli scalatori più esperti. Come Gervinho che a rampe e picconi preferisce scarpini e treccine con le quali andare sempre più veloce. Basterà?
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