di Antonio Lopopolo -  Il derby pugliese più sentito in tutto il tacco d’Italia è sicuramente quello tra Bari e Lecce.  Le sfide calcistiche della Puglia hanno sempre offerto emozioni, colpi di genio e sorprese. Ma soprattutto spettacolo in campo e sugli spalti (al netto di intemperanze delle frange peggiori delle diverse tifoserie). Uno scontro tra l’orgoglio salentino patrio e l’individualismo levantino di Bari, capoluogo nel quale si scende in piazza se i proprietari gettano in mare la società di calcio. In occasione di ogni derby Bari-Lecce, quello più giocato tra compagini pugliesi ad alto livello, la tensione e l’attesa che conducono al match sono sempre sentite. La prima volta nel campionato di serie A fu il 27 ottobre 1985 e, sul prato dello stadio barese Della Vittoria, a spuntarla furono i Galletti per 2 a 0. Il ritorno in Salento terminò in parità, 1-1. L’ultimo incrocio nel massimo torneo nazionale si è giocato a Bari, ma al San Nicola, il 15 maggio del 2011, ed è ricordato come il derby della vergogna. La partita fu vinta per 2 a 0 dai giallorossi, con gol di Jeda e l’autorete di Masiello. Ma proprio lo “sfortunato” intervento del terzino biancorosso, che spinse nella propria rete il tiro di Jeda e chiuse i conti, decretando la salvezza aritmetica dei giallorossi leccesi, è stato oggetto di inchieste, attacchi e polemiche. Il difensore, attualmente in forza all’Atalanta, fu coinvolto nello scandalo del calcio scommesse e delle partite truccate. Quel famoso autogol, si scoprì, non fu involontario, ma frutto di una scelta a tavolino. Girarono soldi per perdere quella partita e accordarsi per altre brutte sconfitte in quella stagione del Bari,allenato prima da Giampiero Ventura e poi da Bortolo Mutti. Al termine dell’inchiesta sulla partita, il terzino ha patteggiato la sua pena ed è tornato a giocare, con profitto, nella massima serie. Mentre sia Bari che Lecce, dopo anni di alti e bassi, sono ancora impegnate nella faticosa e lunga scalata ai vertici del calcio italiano.

BariLec

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