di Marco Varini - Il presidente del Forlì calcio Gianfranco Cappelli ha emesso un nuovo comunicato ufficiale, in cui ancora una volta non si esprimono esplicite scuse alla società bianconera, ai tifosi e alla città di Forlì per quanto accaduto al termine di Forlì-Cesena mercoledì sera, quando sono avvenute l'aggressione al giornalista di Tele Romagna Luca Alberto Montanari e la decisione di vietare l'uso della sala stampa per le dichiarazioni del post-partita del Cesena. In Comune a Forlì, i presidenti del Cesena e del Forlì si incontreranno a porte chiuse, alla presenza dei sindaci Paolo Lucchi e Davide Drei, e degli assessori allo sport Christian Castorri e Sara Samorì. Arriverà la tanto agognata stretta di mano? Il fatto è che il Forlì non ha ancora digerito il rigore all'ultimo minuto e l'arbitraggio, basta sentire il presidente forlivese Cappelli: "Non entro nel merito degli episodi avvenuti, se non per esprimere il mio personale disappunto per la conduzione di gara ad opera dell’arbitro Francesco Croce che ha condizionato pesantemente il risultato finale, come peraltro sottolineato anche dalla stampa. Mi vedrò presto con il presidente del Cesena, Augusto Patrignani, avendo già chiarito telefonicamente con lui quanto successo alla stadio". A latere, senza coinvolgere il proprio presidente, il comunicato del Forlì esprime laconicamente del "rammarico", cioè il dispiacere, ma non le scuse per la sala stampa vietata e l'aggressione al giornalista.
© RIPRODUZIONE RISERVATA