Editoriale di Silvia Granata per noigranata.com - Sabato scorso c’è stato il derby. Il primo della stagione. È finito 2-2 anche se il Toro ha dominato ovviamente e non obiettivamente…Ma c’é stato altro che ha dominato, almeno nella mia testa e nel mio cuore. Ero al Fila.. dopo 35 anni. Credo. Da quando il mio papà andava a trovare i suoi amici. Leo Sabato Beppe, Pedro, Zacca, (Junior, Antonio Sabato, Dossena , Mariani, Zaccarelli. All’epoca Con loro c’erano, Giacomo Franco , che ora non c’è più, l allora accompagnatore del Torino degli anni ’70, ’80. Una specie di zio per me, c’era Tony Vigato e suo fratello Brunetto. Loro parlavano e raccontavano vecchi aneddoti , che se solo all’epoca ci fosse stato un cellulare per poter registrare tutto avrei un libro da scrivere.. E poi il giovedì c’era l’amichevole tra la prima squadra e la primavera. E io salivo sugli spalti e mi godevo i miei ragazzi. A differenza del comunale il Fila era più piccolo, c’era meno spazio tra tifosi e giocatori. Si potevano sentire le loro grida, il pallone che toccava i piedi le gambe i pali. E c’era l’ atmosfera magica di quello che c’era stato, di chi c’era stato. E bastava chiudere gli occhi e li vedevi. Tutti. Valentino e gli invincibili, Gigi Meroni, e poi Pupi, che ho visto anche io. I ragazzi sapevano dove erano , chi era stato in quel tempio. Non era un campo d’allenamento. Poi è successo quello che sappiamo e il Fila per un po’ si è nascosto tra i ricordi dei vecchi tifosi, tra le erbacce di via Filadelfia angolo via Spanò, tra le macerie lasciate lì per anni . Troppi. Ma ora c’è. E ci sono loro , i ragazzi della primavera , che sognano di andare in prima squadra; i ragazzi della prima squadra, che ridono e scherzano là dove ridevano Bacicalupo Martelli Castigliano, i più burloni, il trio Nizza. E lasciano la macchina dove c’era la Balilla di Gigi o le bici dei tifosi della domenica. Ma Torniamo sulla curva del Filadelfia al derby primavera. C’erano gli ultras , i più coriacei i più temerari, che non contenti di essersi sgolati, come me, la sera prima al Grande Torino contro il Frosinone, ora erano lì.. ad urlare cantare e farsi sentire in tutto il quartiere fin su a Superga, per i ragazzi che giocavano contro i gobbi . E hanno urlato .. e quanto.. sentivo che c’era un vento strano, diverso. Certo il Fila è esposto al vento e sabato non era una bella giornata di sole. Ma c’era altro. Le maglie granata contro quelle orrende, meglio non nominarle. Io volevo di più , volevo sentire il mio Fila, i miei ragazzi dell’epoca, i Giocatori del Torino che avevano calpestato quel terreno, perché sarà cambiata l ‘ erba ma il terreno è quello. Poi è arrivata la magia. Uno dei capi ultrà urla facciamo “forza vecchio” ma bene che lo sentano in tutto Torino . Non come al Grande Torino che a volte non si sente dall’altra curva. E fu cosi. Non lo dovemmo ripetere nemmeno una volta.. Urlavo FORZA.. VECCHIO.. CUORE.. GRANATA.. E vi giuro . Io li ho sentiti.. li ho visti.. Valentino, Gabetto, Baloncieri, Vieri, Puia, Agroppi, Combin, Low, Pupi, Ciccio e Gigi. Gigi che oggi non c’è più da 51 anni.. che avrebbe vinto lo scudetto del ’76 e chissà quanti altri.. Poi la partita. Passano in vantaggio loro ma noi non ci facciamo intimorire. Ci negano un rigore sacrosanto su Kone, ma ci riproviamo. De Angelis maglia numero 7 testardo com’è si infila in uno due tre dribbling e poi viene falciato in area, ancora, ed è rigore. Millico sul dischetto davanti a me, mi sembra di sentire il suo cuore battere, come quando lo tirava Pupi o Schachner, o … E tira .. goal.. urla della curva corsa di Vincenzo e subito a centrocampo. Azione bellissima da Millico a Kone , giocata eccezionale e pennellata per Rauti che insacca. 2-1. E allora gli abbracci la corsa alla panchina da noi tifosi che non abbiamo mai smesso di cantare. Anche dopo il pareggio. Anche tutto il secondo tempo.. perché loro ci dovevano sentire. È vero non abbiamo vinto ma abbiamo fermato i gobbi che non avevano mai perso dalla prima giornata. E i ragazzi sapevano perfettamente dove erano e cosa stavano facendo...E allora ho rivisto il mio Fila, il mio Toro, perché chi gioca al Filadelfia , dai primi passi agli allenamenti personalizzati dopo un infortunio, lo sa dove si trova.. e quando non c’è nessun rumore , nessun clacson, si sentono le voci degli invincibili, i pianti di quella partita giocata dai ragazzi dopo Superga, le follie di Gigi e la disperazione del primo allenamento senza di lui. E la festa dello scudetto.. e Giagnoni che urla a Pupi di battere 100 volte in porta per imparare.. Perché chi gioca al Filadelfia con la maglia granata non importa come si chiama, è un granata .. e credetemi i ragazzi , quelli del vivaio, quelli che arrivano a vincere lo scudetto o la Coppa Italia con la primavera, quella maglia non se la toglieranno più dalla pelle. Perché come ho sentito io la presenza di chi c’è stato , la sentono anche loro.. ogni partita, ogni allenamento, ogni goal.. perché sentire, Forza vecchio, al Filadelfia fa venire i brividi e non li dimentichi mai più..
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