di DDD - Da una parte la curva biancoceleste senza fondi che entra in ritardo per protesta. Dall'altra la curva giallorossa che cala subito la sua coreografia. La magia capricciosa del derby ha assecondato l'approccio iniziale delle due tifoserie e ha portato la vittoria dalla parte delle bandiere e dello striscione. Ha scritto Il Romanista:  "Il successo a tutto tondo aveva preso il via con circa un centinaio di bandiere poste nel centro esatto del cuore pulsante del tifo. Obiettivo ben visibile tra i colori giallorossi e lo stemma e ancor più sotto un lungo striscione a coprire per intero la bocca della Curva Sud. C'erano migliaia di romanisti, un tamburo presente pur senza poter rullare, c'erano i megafoni sui palchetti e le bandiere da far oscillare. C'era tutto, mancava soltanto una vittoria e per ordine naturale delle cose la vittoria non solo è arrivata, ma l'ha fatto lasciando diversi segni. Perché una bandiera o la si sventola con tutta la fierezza del caso, oppure la si custodisce vicina al cuore. Stretta come in un abbraccio che sarà sempre voglia di stringersi un po'. Il triplice fischio e il saluto alla squadra incapaci di far cessare quel canto di gioia, con i boccaporti dello stadio Olimpico a fungere da casse di risonanza per cori di sfottò e celebrazione. "Ti seguirem ovunque andrai, dai Roma non mollare mai", cantavano i romanisti mentre uscendo dai tornelli si incamminavano verso l'Obelisco e poi ancora in direzione di Piazza Mancini quanto di Piazzale Clodio".

Curva-Roma-derby

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