di Simone Ducci - Di Francesco salva la panchina, almeno per il momento. L’eventuale risultato negativo, nella sfida di ieri contro il Genoa segnata anche dal clamoroso rigore negato ai liguri al 94esimo, avrebbe avuto il sapore dell’esonero, visti i recenti risultati poco brillanti. Così non sarà o, quantomeno, non dovrebbe essere, Pallotta permettendo. A scacciare la crisi, non basteranno infatti i tre punti conquistati contro un Genoa decisamente ritrovato dopo l’arrivo di Prandelli. Nonostante la vittoria, nessun giallorosso può e deve cantare vittoria. Le amnesie restano e con loro tutti i problemi. I simboli della gara contro i liguri sono stati due degli acquisti più chiacchierati del mercato di Monchi: Olsen e Cristante. Il primo, dopo essersi guadagnato la stima di tutti, ha commesso un grandissimo errore, regalando il gol del momentaneo vantaggio di Piatek; il secondo, spesso accompagnato da critiche data la poca brillantezza mostrata, ha siglato il gol della vittoria. Ciò significa che il calcio è strano e che all’improvviso può darti o toglierti. Intanto la Roma e Di Francesco si tengono stretti questi tre punti, fondamentali sia per la corsa affannosa verso il quarto posto sia per provare a dare una certezza a una squadra, che ha spesso dimostrato di non essere mai sufficientemente matura. L’allenatore giallorosso lo sa e proverà a tirare fuori dai suoi calciatori quanto di buono fatto nella passata stagione, dove la Roma ha incantato tutta Europa per solidità e capacità di reazione, arrivando a sfiorare la finale di Champions League. Il pizzico di orgoglio messo in campo ieri sera è bastato per tarpare le ali al Grifone. Sabato prossimo, contro una Juventus trita tutto, servirà ben altro.
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