di Davide Capano - Le svolte nel calcio sono fatte così. Stagionano all’improvviso, prendono tutto lo spazio a disposizione e ti travolgono con le emozioni. Già, figurarsi se il momento “Sliding Doors” arriva in una giornata calcistica caliente e “di fuoco” Domani, pulsazioni a profusione lieviteranno a vista d’occhio fra l’Olimpico e il Santiago Bernabéu. Alle 15 c’è Roma-Lazio, il Derby dell’Urbe. Che t’o dico a fa’ (Che te lo dico a fare)! Esclamano a Formello e Trigoria. Mentre alle 20.45 è tempo di Real-Atlético, 283esimo derbi madrileño della storia, rivincita della finale di Supercoppa Europea vinta a Tallin ad Agosto da Griezmann&soci. Sia a Roma (città passionale e umorale come poche nel globo) che a Madrid sanno che la vittoria è il miglior ormone della crescita. Un travaso che fortifica entusiasmi e li rinnova. In entrambe le gare miliardi di cuori e pixel s’infiammeranno tra isole d’orgoglio e vampate di ferocia. D’altronde in un Derby, che si giochi a Roccacannuccia o Pinillos, governano la passione e i petti d’acciaio. I protagonisti sono i calciatori che con i piedi suoneranno come una percussione. Con la forza di piccoli Velázquez o Fabullo. Ma anche i tifosi, disposti a un diapason di stoica sofferenza che spesso riecheggia nel romanzo delle stracittadine. In un Derby non puoi mai staccare il trigger (il grilletto). Un Derby è come una donna furba in possesso di un elisir speciale. Un appuntamento metà fiaba e metà trappola. Eppure pochi anestetici funzionano come un successo in una sfida cittadina. Di Francesco, Simone Inzaghi, Lopetegui e Simeone ne abuserebbero volentieri. Ah! Se volete fare indigestione, alle 18 c’è un Juve-Napoli che non guasta e alle 18.30 un brioso Chelsea-Liverpool. Giornata dura per compagne, fidanzate e mogli. L’Ikea e lo shopping possono attendere. La sosta non è poi così lontana…
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