di Serena Calandra - Vittoria doveva essere, vittoria è stata. In una cornice di 55.487 mila tifosi l’Inter si aggiudica ancora volta l’ennesimo round. Gli uomini di Spalletti costretti alla staffetta per via degli impegni ravvicinati tra Champions e campionato, hanno risposto con grande decisione anche contro l’avversario Cagliari. Una partita ed un risultato per nulla scontato considerata la buona prestazione degli uomini di Maran, ma che nonostante tutto da ragione all’inarrestabile Luciano Spalletti che per l’occasione sceglie di rispolverare l’acquisto della stagione, Lautaro Martinez, in precedenza fermo a causa di un problema fisico, lasciando a riposo e per il Psv il capitano Mauro Icardi. L’Inter ha 22 giocatori e quest’anno più che mai ci tiene a sottolinearlo, poco importa se a farne le spese potrebbe essere l’identità della squadra. Il lavoro del mister è sotto gli occhi di tutti, cambiare pedine è strettamente necessario, ancora di più lo è evitare di strapazzate troppo gli uomini chiave e dare punti di riferimento ai propri antagonisti. Contro il Cagliari la prova è stata data dal modulo, inizialmente 4-3-3, e dalle collocazioni, con Martinez sostenuto da Candreva, sacrificato a sinistra, e Politano sulla corsia di destra pronto ad intervenire in avanti a sostegno del numero 10. Il numero 16 in netta crescita risponde bene a quanto chiesto dal tecnico tanto da realizzare la rete del sigillo proprio al 90’. Una squadra creata per confondere sembra quella nerazzurra, la riprova il continuo movimento delle due ali, Politano e Candreva, che a stare fermi non ci pensano minimamente. In difesa si assenta Skriniar che lascia il posto a Miranda in coppia con un De Vrij ancora in fase di assestamento. Non manca D’Ambrosio confermato anche per l’occasione, contrapposto a sinistra da Dalbert preferito ad Asamoah. Il valzer delle sostituzioni arriva al 57’con Brozovic che entra al posto di Gagliardini, preferito stavolta a Vecino, e prosegue con il cambio necessario di Candreva al 70’a favore di Perisic. Il numero 87 dà una marcia in più in termini di sviluppo delle azioni ma sulla corsia di sinistra soffre e perde parecchio, è anche vero che a vedere i numeri l’attaccante nerazzurro è stato quasi sempre impiegato dal tecnico impegnato a rinforzare a tutti i costi la fascia di sinistra puntando sulle qualità duttili dello stesso giocatore. L’ultimo cambio arriva all’84 con Borja Valero che dà il cinque a Matias Vecino. Analizzate al massimo, le scelte di Spalletti si rivelano quelle giuste così come i tempi. È chiaro che giocare ogni tre giorni spinge all’attenta gestione delle forze fisiche e mentali della squadra e ogni volta la scelta di una formazione implica automaticamente sceglierne due , sulla base della prima si decreta la seconda. E cosi via. Giovedi toccherà alle forze fresche e riposate di Mauro Icardi che per i grandi appuntamenti non può essere messo da parte. Non mancherà in Olanda cosi come, salvo imprevisti, per il prossimo appuntamento a San Siro, quello con il derby di Milano il 21 ottobre che richiederà oltre sì le stesse energie di un match da Champions, lo stesso atteggiamento per un grande avversario ma rare emozioni per l’attesa dell’evento topico e senza dubbio unico ogni volta. Tra analisi e formazioni le scelte da prendere non saranno facili ma è chiaro però sarà tutto da derby, sarà un’altra storia.
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eindhoven ferrara linter guarda gia al derby
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