di Valentina Alduini -
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Cuore giallorosso, una coppa del Mondo in bacheca, grandi trascorsi e tanta passione per il calcio. Oggi allena la Lupa Roma. Marco Amelia e la Lupa, un cerchio che si chiude. Nel giorno del derby con l'Aquila laziale, anche il suo cuore è in tumulto.
Ecco l'intervista esclusiva per Derbyderbyderby
- Marco Amelia e i suoi trascorsi giallorossi. Ma che atmosfera c'è davvero a Roma nei giorni che precedono il derby?
"Il derby è una partita che fa storia a sè, tutte le altre che hanno un sapore diverso nel modo in cui i tifosi vivono il prepartita, un match che influenza anche la quotidianità dei tifosi, le chiacchiere si moltiplicano, nei bar nelle radio e nelle tv locali non si parla d’altro. E il risultato poi alimenta ulteriormente i commenti e gli sfottò nei giorni successivi".
- Roma e le sue squadre vogliono tornare a vincere e non soltanto i derby. Che ricordi ha della vittoria dello scudetto giallorosso 2000-2001?
"Ricordi bellissimi, ero molto giovane, ma è stata una delle esperienze più belle della mia carriera. Capello in panchina, fenomeni come Totti, Batistuta, Montella come compagni nello spogliatoio tutti i giorni e un Olimpico sempre pieno. Che impresa straordinaria!"
- Se Marco Amelia potesse allenare un calciatore dell'attuale rosa della Roma, chi sceglierebbe?
"Nel mio nuovo ruolo da allenatore sarebbe bello lavorare con tutti la rosa, ma a me piace un giocatore che conosco da quando è giovane, anche perché è stato mio compagno al Milan: El Shaarawy ha qualità immense e ancora puó migliorare parecchio"
- Domanda classica, forse scontata ma inevitabile. Un pronostico per il derby del 2 marzo?
"Al cuore non si comanda, e quello dice Roma. Ma da allenatore devo essere obiettivo è riconoscere che la Lazio è una squadra ostica, che spesso ha dimostrato di saper giocare bene e ad alta intensità. Fare un pronostico è sempre complicato, anche perché il derby è sempre una partita da tripla".
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