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espulsione autorete cska sofia perde derby eterno

Redazione Derby Derby Derby

di Enrico Vitolo - Da sempre lo chiamano Вечното дерби, il derby eterno. Ma nonostante i 4’ minuti di recupero il CSKA Sofia, in dieci per tutta la ripresa a causa dell’espulsione rimediata da Gyasi, non è riuscito ad evitare domenica pomeriggio la sconfitta sul campo degli storici rivali del Levski Sofia. È bastata un’autorete di Pereira al 45’ per decidere una sfida che a questo punto della stagione non fa altro che lasciare ancora tutto in discussione nella First Professional League (al primo posto c’è il Ludogorets con 53 punti, dietro a -5 proprio le due squadre della capitale). E così, nonostante gli umori diametralmente opposti delle ultime ore, tutto resta ancora possibile per i due club più titolati del calcio bulgaro, che da sempre hanno attirato su di sé le attenzioni non solo del proprio paese bensì dell’intero panorama balcanico. Da quelle parti, infatti il derby di Sofia non ha mai avuto eguali, un derby dal fascino antico che dagli anni quaranta in poi ha raccontato non solo storie sportive ma anche e soprattutto di vita quotidiana. Pagine non esattamente sempre belle scritte sin dal momento in cui nacque il CSKA (5 maggio 1948), tutta colpa di una nascita avvenuta su emanazione dell’esercito che all’epoca andava decisamente in contrasto con il regima fascista che invece si accomunava con i “valori” dei cugini del Levski. Da una parte, dunque, la squadra degli intellettuali e di tutti coloro fossero legati agli ideali della sinistra, dall’altra invece la squadra dei nazionalisti che si opponevano al regima comunista. Ma non solo. Da una parte Hristo Stoičkov e Ljuboslav Penev, dall’altra Borislav Mikhailov e Plamen Nikolov. Quattro protagonisti non solo del Вечното дерби, ma soprattutto di un calcio che rimarrà per sempre eterno.