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frosinone raggiunto foggia insensibile

Redazione Derby Derby Derby

di Franco Ordine -

L’hanno ripetuto, forse a senso unico, Chiellini e Allegri di recente: ci vuole rispetto. Ma si tratta un concetto spesso ignorato nel calcio italiano in particolare. A Frosinone è successo questo: nei giorni passati, su iniziativa anti-sportiva del sindaco della città, le autorità di pubblica sicurezza hanno disposto il divieto, ai tifosi del Foggia, di organizzare la trasferta. “Tanto non hanno da chiedere niente al campionato” la spiegazione che di sportivo ha zero spaccato. Bene: i giocatori del Foggia, motivati a puntino dai tifosi costretti a restare a casa, sono andati a Frosinone, hanno giocato una partita di grande calcio e imposto un bel 2 a 2 che ha impedito ai laziali la promozione diretta in A (conseguita dal Parma) condannandoli agli spareggi.

Adesso è il caso di passare alla lezione di questa magnifica serata di lealtà e credibilità. Nel calcio, come nella vita e in politica soprattutto, ci vuole rispetto. Rispetto soprattutto per i rivali oltre che per le regole. Nella sua storia, il Foggia è stato spesso vittima di questa legge. Nel ’78 la squadra allenata da Puricelli è retrocessa in B condannata all’ultima giornata dall’Inter di Bersellini che non aveva granchè da chiedere al campionato e vinse 2 a 1 nel finale (gol di Scanziani). Dura lexsedlex accettata quella volta con un dignitoso silenzio. Al contrario di ciò che è avvenuto a Frosinone dove alcuni giocatori locali, come racconta bene la foto, si sono rivolti ad alcuni rossoneri durante il match per pregarli a …desistere dall’impegno. Domanda finale: la procura federale era presente? Ha colto qualcosa? Ha fatto rapporto?