di Mattia Marinelli- Non abbiamo nessuna notizia e nessun elemento per poter entrare con cognizione di causa nel pozzo avvelenato delle ultime ore. Se c'è stata davvero la cena con Branchini organizzatore e con Montolivo congiurato. Sul volto e le sembianze di chi avrebbe servito la tesi a Sportitalia. Con chi parla Rino Gattuso, fra società vecchia e nuova. E con chi ce l'avrebbe Leonardo. E' un ginepraio e da giungle mediatiche di questo genere non se ne esce. Che sarebbe stata una settimana destabilizzante per il Milan quella dopo il derby perso in quel modo, era ampiamente prevedibile. Persino scontato. Sono i classici momenti in cui dentro uno spogliatoio e dentro un club, bisogna fare poche cose ma essenziali: stare zitti e tornare a pedalare sul campo facendo risultati. In ogni caso non è vero che il Milan abbia contattato Roberto Donadoni.  Senza entrare in antitesi e in contrapposizione con chi comunica cose diverse, è un veleno tafazziano che non risponde minimamente alla realtà dei fatti. Ci sono degli errori, in campo e in panchina. Ozioso mettere gli uni davanti agli altri. Al Milan manca poco per svoltare, ma su alcune piccole ma importanti cose di campo c'è un certo avvitamento. In ogni caso chi pensa a questa ipotesi del cambio in corsa, è  completamente fuori strada. Non è una smentita evidentemente e nemmeno una tesi da sostenere con acrimonia, ma la pura e semplice  fotografia dell'esistente. Il Milan in classifica dipende dal recupero con il Genoa, ma se il 31 ottobre dovesse ottenere i 3 punti è in linea con le aspirazioni Champions. Sul piano della continuità, va anche detto che ha avuto fino a questo momento un calendario particolarmente duro.

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