di Enrico Vitolo - Qualcosa non torna. Di sicuro non torneranno indietro i punti persi per strada. Perché sarà anche vero che il Napoli è da qualche tempo la principale rivale della Juventus e che il Cagliari in questa stagione sarà per tutti un avversario scorbutico da affrontare, ma la sconfitta del San Paolo e il pareggio della Sardegna Arena gridano ancora vendetta. Soprattutto per come sono nati i due risultati. Ed ecco perché i conti non tornano al Milan. Mentre l’attacco continua a produrre tanto e segnare poco, viceversa la difesa continua a concedere poco ma fa segnare tanto. Spesso e volentieri anche in modo grossolano. Inaspettato da gente di un certo spessore tecnico. Ma intanto le giornate si susseguono e gli errori gratuiti si ripetono, da qualche stagione ormai. Domenica sera l’ultimo di una saga che sembra non avere fine. Ad ogni “infortuno” commesso nei pressi della propria area di rigore i rossoneri vengono puntualmente puniti. Come se fosse diventata quasi una tassa fissa da pagare. D’altronde le mancate vittorie del Milan degli ultimi tempi nascono tutte da lì, ancor di più in questa stagione. Perché? Facile! Nelle prime tre partite di campionato la squadra di Gattuso ha subito solo 35 tiri, una media che seppur un po' falsata dalla gara non giocata con il Genoa è tra le migliori della serie A. Per l’esattezza è la quarta, meglio hanno fatto solamente la Spal con solo 22 occasioni concesse e il Napoli e la Fiorentina con 34 (le peggiori sono il Parma con 84 e il Chievo con 74). Ma ad aggravare l’intera vicenda c’è anche il dato delle palle perse, che se si considera la gara di Cagliari potrebbe sembrare in assoluto il peggiore del torneo. Ed invece no. È esattamente l’opposto (ovviamente sempre ricordandosi della gara in meno). Con appena 255 palloni “regalati” agli avversari il Milan è la squadra che ha sbagliato di meno fino ad oggi (32 gli errori di Calabria, 27 quelli di Rodriguez e 26 di Kessié), ma a quanto pare tutto questo non basta. Serve di più. Necessariamente. Perché altrimenti c’è il serio rischio che anche in futuro molti punti non torneranno più indietro.
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