di Simone Ducci - Domenica 21 ottobre sarà una giornata importante per il calcio italiano, con Milano protagonista indiscussa: Inter e Milan si affronteranno in quello che sarà il 188° Derby della Madonnina. Due tra i grandi attesi, che tifosi e amanti di calcio attendono di ammirare in campo, saranno indubbiamente i centravanti delle due compagini: Mauro Icardi e Gonzalo Higuain. Su entrambi, infatti ruotano gran parte delle speranze di vittoria di Spalletti e Gattuso. Chi vincerà questa singolar tenzone al sapore di “garra”? Analizziamo alcuni dati. I due calciatori si sono incrociati già 9 volte in campionato, durante le quali Higuain, che in Italia ha vestito anche le maglie di Napoli e Juventus, ha ottenuto 4 vittorie, altrettanti pareggi e una sola sconfitta, nell’1-2 al San Siro datato 18 settembre 2016 (da notare che in quell’occasione proprio il gol di Icardi al 68’ diede il via alla rimonta nerazzurra certificata, infine, da Perisic). E sui social? È verità assoluta, infatti, che nella società di oggi gran parte della notorietà venga pesata in base al numero di follower posseduti sui principali social networks. In questo caso, prendendo in esame Twitter e Instagram, la “sfida” argentina finisce con il risultato di 1-1: il “Pipita”, infatti, stravince nel mondo dei tweet (6,8 milioni di follower contro 3 milioni) mentre “Maurito” si porta a casa la “battaglia” sul social di Mark Zuckerberg (3,9 milioni di follower per il nerazzurro contro i 3 del collega rossonero). C’è poi un altro fattore che pone su due piani completamente contrapposti i due calciatori in esame: Diego Armando Maradona. L’ex fuoriclasse, infatti, non ha mai nascosto di digerire poco il centravanti nerazzurro, reo, secondo lui, di aver agito da “traditore” (fu definito proprio così) verso la fine del 2013, rubando la moglie Wanda Nara all’ allora amico fraterno Maxi Lopez, ex attaccante del Torino ora al Vasco da Gama. Non è un mistero, invece, la stima nutrita dal Pibe de Oro nei confronti di Higuain, da questi valutato “10 volte volte meglio di Icardi” e richiesto in campo, a più riprese, durante gli ultimi Mondiali al posto del KunAgüero, anch’egli poco simpatico alla leggenda del calcio. ICARDI (25 anni e 75 Kg distribuiti su 181 cm) – L’attaccante argentino (223 partite e 123 gol siglati tra campionato e coppe), con un passato alla Sampdoria, è il classico centravanti d’area di rigore: è solito giocare in media pochi palloni a partita (13), tirare in porta mediamente 2,5 volte per gara e non ama particolarmente andare a contrastare gli avversari di turno (in media 0,2 volte). Il colpo di testa, invece, è uno dei suoi cavalli di battaglia e spesso, infatti, il calciatore si ritrova protagonista di duelli aerei (25 nelle 6 presenze di campionato), nei quali riesce a uscire vincitore più del 50% delle volte. Caratterialmente, inoltre, il bomber si dimostra essere piuttosto disciplinato, avendo collezionato finora 13 ammonizioni.Tutte queste caratteristiche fanno di “Maurito” uno dei centravanti più cinici e letali della Serie A. Il classe ’93 di Rosario ha incrociato, infine, i cugini rossoneri in 12 occasioni tra campionato e Coppa Italia, giocando 955’ e realizzando 4 gol per un totale di 1 gol ogni poco meno di 239’. HIGUAIN (30 anni e 89 kg distribuiti su 186 kg)–Il bomber argentino, nato nella città portuale di Brest in Francia, ha sempre avuto una grande confidenza con il gol: del resto i 288 centri nelle 563 apparizioni in carriera parlano da soli. Ciò che differenzia, però, il “Pipita” dalla classica punta centrale è la sua abilità nel giocare anche da trequartista: la media di circa 25 passaggi per match, conditi dall’88,2% di precisione, testimonia di quantoil rossonero sia solito dare una mano anche alla fase di costruzione di gioco, cercando passaggi filtranti per gli inserimenti dei compagni. Uno dei pochissimi nei dell’ex Real Madrid risulta, forse, essere il lato comportamentale: i ben 56 cartellini gialli ottenuti in carriera (2 espulsioni per doppia ammonizione), infatti, sono indice di un temperamento un po’ troppo focoso. Il classe ’87 ha incrociato i nerazzurri 11 volte in carriera (828’), segnando 6 gol (una rete ogni 138’). Domenica prossima, dunque, gran parte dello spettacolo passerà dai numeri e dalle prestazioni dei due numeri 9. Bisognerà soltanto vedere chi riuscirà a lasciare il segno.