di Simone Balocco -

Il gol è l'essenza del calcio. Quella cosa che fa impazzire i tifosi e ciò che può rendere immortale un giocatore. Da quando esiste il gioco moderno del calcio (24 ottobre 1857, fondazione dello Sheffield Football Club, il primo club della storia e ancora oggi attivo), sono stati segnati migliaia (se non milioni) di reti. E la storia è ricca di gol di destro, di sinistro, di testa o su calcio di rigore. Ogni gol è bello, ma lo è ancora di più se segnato nella maniera più entusiasmante possibile. E l'elenco è lungo: gol su punizione, gol da centrocampo, gol dalla riga di fondo o gol che non dovevano esserlo perché calciati come cross.

gol-olimpico

Eppure c'è una particolarità di gol che è molto difficile da realizzare, se non quasi impossibile. Un gol che molti cercano per entrare nella storia e diventare mitici. Stiamo parlando del gol dal calcio d'angolo, quello che in Sudamerica è chiamato “gol olimpico”. Come si fa un “gol olimpico”? Si calcia direttamente in porta dalla lunetta del corner verso (principalmente) il secondo palo confidando nella cattiva vena del portiere avversario. Ecco la ricetta di un gol che è diventato legale solo nel 1924, mentre prima di allora era considerato irregolare. Il primo gol (storico) segnato dal corner risale al 2 ottobre 1924, quando il misconosciuto Cesareo Onzari, di ruolo ala sinistra, decise di entrare negli almanacchi storici del calcio durante l'amichevole tra la sua Argentina e l'Uruguay campione olimpico in carica, la squadra più forte del Mondo in quel periodo.

L'allora centrocampista dell'Huracán venne incaricato di battere un corner. Chissà quanti ne aveva battuti, chissà quante volte ci aveva provato e quel giorno di 95 anni fa entrò nella storia. Non esistono video della performance, ma le cronache raccontano che la palla prese una curva “strana” ed entrò in porta, superando il portiere celeste. Erano state inutili le proteste dei giocatori uruguaiani ritenendo la rete irregolare, ma l'arbitro concesse la rete perché l'IFAB (l'organismo che decide le regole e le modifiche del calcio) aveva stabilito che gol di quel tipo erano da convalidare.

Per l'Argentina, un gol pesante per far tornare sulla Terra la Celeste: nelle allora sette edizioni della Copa America, l'Uruguay aveva vinto quattro volte e perso una finale, mentre l'Argentina era stata speculare alla Celeste con una vittoria e quattro sconfitte in finale. In cinque casi, la finale era stata tra la Seleccion albiceleste e celeste. Diciamo che quello di Onzari fu il primo gol realizzato da un sudamericano (secondo gli almanacchi), mentre il primo europeo a segnare da calcio d'angolo fu tale Thomas Billy Alston il 23 agosto 1924 nel match di seconda divisione scozzese tra Albion Rovers e Saint Bernard’s.

Onzari aveva tracciato il solco ed in molti hanno provato ad imitarlo da quel momento. Solo che il “gol olimpico” ha una...caratteristica: se va direttamente in gol, chi lo calcia diventa un'icona, mentre chi lo sbaglia subisce gli scherni dei tifosi avversari. Il colombiano Marcos Coll a oggi è l'unico calciatore ad aver segnato un gol dalla bandierina in un Mondiale. Siamo nel Mondiale di Cile '62 e la Colombia il 3 giugno affrontò allo stadio “Dittborn” di Aria l'Unione Sovietica.

La partita terminò con uno spettacolare 4-4, ma fu spettacolare il gol del momentaneo 4-2: Marcos Coll, allora in forza all'América de Cali, entrò nella storia della kermesse segnando direttamente da calcio d'angolo. Un gol epico, perché da allora nessuno è più riuscito a segnare in quel modo e poi perché il giocatore cafetero segnò in quel modo niente meno che a Lev Jascin, il “ragno nero”, il più forte portiere della storia del calcio.

Molti hanno cercato il “gol olimpico” in carriera. E va da sé dire che sono stati i calciatori sudamericani a deliziare i tifosi con gol di quel tipo. Del resto, solo gente fantasiosa come loro può segnare gol altrettanto fantasiosi. L'elenco è lungo e comprende i vari Juan Ernesto Alvarez, Anibal Francisco Cibeyra, Nato Torres e i celeberrimi Maradona, Recoba, Roberto Carlos, Ronaldinho, Verón, James Rodriguez. Ma anche gli europei ci sono riusciti: da Mijailovic a Baggio a Diamanti oppure Beckham e Henry quando giocavano in MLS con i Los Angeles Galaxy e i New York Red Bulls.

I goleador “olimpici” sembrano avere una caratteristica: abilità estreme nel segnare su punizione. Ed i precedenti calciatori elencati possono impartire lezioni universitarie sul tema. Ma c'è anche un italiano che ha saputo dire la sua nella storia dei “gol olimpici”. Un attaccante piccolo di statura e di piede, con i baffi e che fu una leggenda con la maglia del Catanzaro quando militava in Serie A: Massimo Palanca, detto “piedino”, uno che in carriera ha segnato ben 13 reti da calcio d'angolo.

In Serie A il top lo si raggiunse il 4 febbraio 2018, nel match di campionato tra Bologna e Fiorentina: due “gol olimpici” nella stessa partita per “piede” di Veretout e di Pulgar in tre minuti di gioco. Cose che neanche in Sudamerica. E anche in casa Inter sanno bene cosa sia un “gol olimpico” e la mente vola al gran gol dell'allora centrocampista del Lugano, Edo Carrasco, che il 12 settembre 1995 pareggiò la rete di Roberto Carlos beffando Pagliuca. Il caso: uno sconosciuto cileno di passaporto svizzero aveva pareggiato il gol di uno che in carriera dalla bandierina (e non solo) ha dato spettacolo. Il “gol olimpico” può essere cercato o fortunoso, ma per mettere la palla in rete da quella distanza ci vuole tanto coraggio, ma anche tanta abilità con i piedi e tanta genialità. Nel nome di Aston, Onzari e di altri fantasiosi del calcio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta Continua la lettura
Commenti
Tutti
Leggi altri commenti