di Davide Capano - Non si chiamano né Mauro, né Cristiano, né Gonzalo. I loro nomi sono Marco e Krzysztof. In due vantano solo 96 mila e rotti follower su Instagram. Eppure Benassi e Piątek (“Piòntek”, la pronuncia) guidano, con tre reti a testa dopo tre giornate (pur avendone giocate solo due per i noti fatti del Ponte Morandi) la classifica cannonieri. Gli attuali “Pichichi” della A potrebbero essere tra i possibili protagonisti di Italia-Polonia nella Nations League, competizione che si costruirà nel tempo dignità, fama e popolarità. Si gioca domani sera alle 20.45 (Rai 1) al Dall’Ara di Bologna, la città d’adozione calcistica del ct Roberto Mancini. Proprio di venerdì, che in polacco si dice Piątek, come il cognome del vero nueve del Genoa. E magari a decidere la sfida, invece, sarà una rete del centrocampista della Fiorentina. A dirigere la gara inaugurale, del gruppo 3 nella Lega “A” del nuovo torneo, il tedesco Felix Swayer. Gli Azzurri affrontano i polacchi del nuovo selezionatore Jerzy Brzęczek con motivazioni rilevanti. Dopo le tre amichevoli con Arabia Saudita, Francia e Olanda, sarà vitale iniziare l’era ufficiale del Mancio con i tre punti. Che giochino giovani o diversamente giovani non conta. Nello stesso undici possono starci Zaniolo e Quagliarella, De Rossi e Cutrone o il fresco zar Marchisio e Pellegri. L’importante è che l’Italia torni a fare l’Italia in campo. Poi a calcio si gioca con la testa fredda e il cuore caldo. Un must, come per un adolescente lo smartphone. Quello che tutti, da Lampedusa a Predoi, speriamo di gettare via almeno durante due sane ore di pallone. Quando la Nazionale chiama, il Paese risponde.
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