di Enrico Vitolo - Alla fine ci pensa sempre lui. Una rete dietro l’altra, nel silenzio più assoluto. Certo, Higuain ha fatto gol belli e pesanti e Cristiano Ronaldo li farà con la stessa frequenza nelle prossime partite, ma molto spesso l’uomo decisivo della Juventus ha un numero decisamente diverso: Mario Mandzukic. Poco importa che giochi da esterno o che non venga mai considerato un punto fermo della squadra bianconera, alla fine quello che più conta sono le reti segnate. Dopo quella realizzata sabato scorso contro la Lazio sono diventate 35 in 131 partite. Che detto così sembra suonare un po' male per uno che nella vita fa l’attaccante, ma se i panni del cosiddetto uomo d’area di rigore li ha potuti indossare soltanto in una delle tre stagioni juventine allora sì che c’è una spiegazione. Non serve nessuna spiegazione, invece, per comprendere l’importanza di Mandzukic nello scacchiere di Massimiliano Allegri, una pedina indispensabile dal punto di vista tattico ed ormai anche scaramantico. Del resto quest’ultimo aspetto non guasta mai, specie nel calcio. Nel week-end scorso il croato ha messo il suo zampino personale sulla 22° partita di serie A, un filotto di gare in cui la Juventus non ha mai perso. Anzi, per essere più precisi ha sempre vinto. Sarà forse anche un caso, chi può dirlo, ma in attesa di vedere all’opera il vero Cristiano Ronaldo la Juventus si tiene stretta il suo bomber.
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