di Max Bambara - A volte una frase interlocutoria può scatenare un pandemonio: è quello che è avvenuto negli ultimi giorni dopo che il procuratore di Patrick Cutrone, nel corso di un intervento radiofonico, ha risposto con un "vediamo" dinanzi alla possibilità che il suo assistito, nel corso della prossima sessione estiva di mercato, possa rimanere al Milan. Facile pensare che dietro l'espressione interlocutoria del procuratore si celi la volontà di mettere un po' di luci dei riflettori sul giovane centravanti rossonero, passato nel dimenticatoio negli ultimi tempi dopo l'arrivo al Milan del bomber Piatek che, sinora, ha sbranato sia avversari, sia concorrenti. Di certo, Cutrone non sta vivendo il suo momento migliore da quando è passato in prima squadra ed i motivi, oltre ad essere evidenti, sono anche molteplici. Innanzitutto c'è da considerare la decisione di Rino Gattuso di tornare al suo modulo di gioco preferito, ossia il 4-3-3. Questa scelta, evidentemente, penalizza il giovane Patrick che di fatto è tornato ad essere una riserva. Il passaggio al 4-4-2 infatti, varato sostanzialmente alla fine di ottobre (Milan Sampdoria 3-2 con gol vincente e assist di Cutrone), aveva consentito al numero 63 rossonero di diventare titolare fisso nel Milan. Non lo è stato per poche partite, ma per ben 3 mesi, dato che l'ultima partita da titolare giocata da Cutrone è Milan Napoli di fine gennaio. Cutrone, a parte Milan Spal, le aveva praticamente giocate tutte dall’inizio e lo aveva fatto nel periodo più magro della stagione milanista, quello in cui i rifornimenti alle punte erano meno frequenti (c'erano Biglia e Bonaventura fuori e Paqueta non era ancora arrivato) e c'era, come si suol dire, da portare la croce più che da cantare. Patrick lo ha fatto aspettando tempi migliori, speranzoso che ormai, per il Milan, fosse diventato un giocatore fondamentale e strategico. Probabilmente, nel suo percorso di crescita, queste aspettative erano e sono esagerate. Il ragazzo ha solo 21 anni d'altronde e fare la riserva di questo Piatek non sembra una cosa così grave. Tuttavia è bene ricordare come in questa stagione ci sia tanto di Cutrone nel Milan: i suoi gol contro Sampdoria e Parma valgono punti pesanti nella corsa Champions e senza il suo guizzo con la Roma, oggi il Milan non sarebbe quarto in classifica. Quel gol, oggi, non solo permette al Milan di precedere i giallorossi, ma consente soprattutto alla squadra rossonera di essere avanti rispetto ai capitolini nello scontro diretto. Particolare di dettaglio forse, ma assolutamente non secondario in una corsa punto a punto come quella che si sta sviluppando. Cutrone quindi è una risorsa preziosa di questo Milan; forse ha bisogno di sentirsi ancora importante o probabilmente ha necessità di sentire un calore umano che, ultimamente, i tifosi gli hanno negato, presi come sono dall'incredibile Piatek che, sinora, ha avuto numeri talmente eccezionali da far sprecare i migliori paragoni con i più grandi attaccanti della storia rossonera. Piatek però è anche il principale problema di Cutrone, perchè a differenza di Higuain, è una prima punta abituata a giocare da sola davanti e questo porta Gattuso ad escludere il ricorso al doppio centravanti che, nei tre mesi precedenti, era invece possibile in quanto Higuain sapeva giocare alle spalle di Cutrone avendo piedi e caratteristiche da numero 10. Questa insomma è la situazione di Patrick oggi. In quel "vediamo" del suo procuratore si nascondono probabilmente tanti pensieri e tantissimi dubbi. Quel che deve essere chiaro però è che stiamo parlando di un ragazzo che proviene dal settore giovanile del Milan, che ha i colori del club dentro e che finora è stato risorsa fondamentale per questa squadra. Con le motivazioni giuste, ne siamo certi, può ancora esserlo. Per arrivare quarti d'altronde, serviranno anche i suoi guizzi e i suoi gol.

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