di Franco Ordine -
la dinamite questa volta non femmina vero luciano spalletti
Basta prendere nota delle opinioni diffuse tra ex calciatori per capire in quale clima di ostilità diffusa si sia trovata Wanda Nara.
Bergomi, Costacurta e il mite Del Piero su Sky, più Riccardo Ferri e Ciro Ferrara a Tiki Taka hanno tutti patrocinato la stessa causa: le dichiarazione di Wanda hanno messo in crisi i rapporti tra Icardi e lo spogliatoio interista. Sarà. È quello che passa nella comunicazione ufficiale, “bevuta” anche dai tifosi.
Se s’indaga un po’ più in profondità, si coglieranno altre tracce.
Cos’ha mai detto di grave Wanda a Tiki Taka?
Due le frasi sotto accusa. Una su Perisic: “Magari ha problemi personali”. E lì, in effetti, fu indebita invasione di campo. Avrebbe dovuto e potuto tenere per sé quella considerazione. L’altra di natura tecnica: “Più che invocare un nuovo contratto, Mauro vorrebbe 4-5 palloni in più a partita”. Ecco la chiave di tutta la vicenda interista. A chi si riferiva? Non certo ai compagni ma di sicuro al gioco dell’Inter che non è il massimo della vita per un attaccante come Maurito. Allora ripetiamo la domanda: chi può essere insorto contro Icardi se non Spalletti? Probabilmente, investito da questo ciclone, Beppe Marotta, che ha la vocazione a mediare contrasti di questo tipo, appena salito sulla poltrona di ad interista, non se l’è sentita di mollare il tecnico per il centravanti e ha dovuto aderire alla richiesta di degradare Icardi. Non contento, domenica sera, incassato un corroborante successo, Spalletti ha voluto infierire. “Sarebbe stato meglio se Icardi fosse venuto nello spogliatoio a congratularsi con i suoi compagni” la sua frase.
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