di Emanuele Colangeli - Una conquista storica. Una coppa a tinte grigie, 45 anni dopo. Quel lontano 29 giugno 1973 al Flaminio di Roma contro l’Avellino fu la giornata di Giuseppe Lorenzetti, oggi al Moccagatta di Alessandria è stata quella di Michele Marconi. Tripletta. Di rigore, di girata e di… rovesciata: Marconi come CR7, un gesto tecnico che ultimamente sembra andare alla grande. "La rovesciata? Beh, ogni tanto ci provo in allenamento,oggi mi è riuscita anche in partita e sono contento". Merito della vittoria da condividere coi compagni: non sia mai. “Io ho fatto gol ma i miei compagni dietro si sono fatti il culo". Concetto chiaro, chiarissimo. Espresso di fronte ad uno stadio da brividi e completamente sold out, ad esclusione del settore ospiti. Emozioni da cuori forti per gli 11 di Marcolini in campo. Indimenticabili. "Lo stadio così pieno l’ho visto poche volte ma oggi c’era un’adrenalina diversa”, parola sempre di Marconi. In una giornata che i tifosi grigi aspettavano da tanto, troppo tempo. Perchè vincere un trofeo dopo l’incredibile beffa dello scorso anno in campionato ed un inizio di stagione horror, è ancora più bello. Anche per Marcolini, nonostante lui sia praticamente una new entry in quel del Moccagatta: “Questa soddisfazione è passata attraverso tanti sacrifici e tante cose brutte che abbiamo dovuto ingoiare”. Primo trofeo per l’allenatore arrivato ad Alessandria per sostituire Stellini. “E speriamo non sia l’ultimo”, ammette sorridendo in sala stampa. Uno che dopo l’esordio con sconfitta contro il Piacenza, ha messo in fila 27 risultati utili consecutivi. Mica male, anzi. Filotto importantissimo. Lo sanno bene i tifosi grigi, che al triplice fischio l’hanno richiamato a gran voce a festeggiare sotto la Sud prima della premiazione di rito seguita poi dal corteo verso P.zza Guglielmo Marconi

Alessandria

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