di Giancarlo Fusco - Strana specie quella dei tifosi. Il messaggio, ovviamente, non è rivolto a tutti perché fortunatamente c'è anche una parte pulita del tifo, quella parte che tifa incondizionatamente e che, quando deve fare una critica, una giusta critica, la fa con onestà intellettuale rendendo il tutto piacevole anche da ascoltare o semplicemente leggere. Certo che quando inizi a scrivere con questo tono, chi legge può pensare due cose. La prima, che è accaduto qualcosa di grosso mentre la seconda opzione riguarda la perdita di senno da parte di chi scrive. Pensate, il sottoscritto ha la presunzione di non ritenersi del tutto folle. O meglio, folle al punto giusto sapendo dove sono i limiti e, per questo, si prova a migliorare passo dopo passo senza buttare parole a caso solo perché agli occhi altrui si può apparire più 'figo' (concedetemelo). Adirato? Affatto, sono semplicemente deluso. Detto ciò, facciamo un passo indietro. Appurato che Gonzalo Higuain è stato tra i non pervenuti in campo di Milan-Juventus, ci si chiede: "Come di può contestare così aspramente il Pipita?". Proprio lui che ha dato nuovo lustro alla maglia numero 9 del Milan, rimasta per tanti, troppi anni, senza un padrone. Un numero, il 9, che lasciato da Pippo Inzaghi è stato come colpito da una sorta di maledizione. Chi l'ha indossata si è dissolto nel nulla offrendo prestazioni di basso profilo. Dicerie a parte, la verità è che questa maglia è pesante e per indossarla devi avere tutte le caratteristiche al posto giusto, soprattutto se giochi per il Milan. La società di via Aldo Rossi non a caso questa estate ha puntato su Gonzalo Higuain. Un attaccante vero, il bomber che mancava ai colori rossoneri. Uno che può fare e fa la differenza. Non uno a caso, trovato al mercatino dell'usato. Comunque... già al termine del primo tempo di Milan-Juventus, girovagando per i social era un trionfo di commenti dal profilo bassissimo che non meritano neanche di essere menzionati. Aspre contestazioni rivolte contro Higuain e ragionamenti che non avevano un senso logico. Immaginate cosa è stato scritto dopo il cartellino rosso. L'inferno. Social intasati da insulti e da consigli rivolti alla società Milan. Vengono i brividi solo a ripensarci. Addirittura qualcuno ha palesato l'idea di una sua cessione già a gennaio. Magari al posto di Higuain potrebbe tornare a giocare il nostro 'trisnonno'. Veramente tutto molto becero e raccapricciante. I social sono sicuramente un'innovazione importante nella nostra epoca, tuttavia, mi rendo sempre più conto che in molti non hanno capito la vera essenza del loro utilizzo trasformando il tutto nella loro personalissima valvola di sfogo. Torniamo, così, alla solita questione legata ai leoni da tastiera. Siamo tutti allenatori, dirigenti, calciatori e super manager navigati. Sembra quasi che c'è chi ci trova giovamento nell'insultare senza ragionare. A costo di sembrare invecchiati, non è questa la strada da seguire. Ci sta la critica a squadra, allenatore o società quando è costruttiva e, soprattutto, intelligente. Non ci sta affatto in tutti gli altri casi. Ovviamente la libertà di parola è concessa a tutti, ci mancherebbe. E'altrettanto vero, però, che salendo e scendendo dal carro di continuo, si corre il serio rischio di inciampare e farsi male. Non si può essere tifosi o sostenitori solo quando c'è il sole. Osannare un giorno squadra e allenatore per poi massacrarli, o viceversa, crocifiggere tutti per poi urlare Forza Milan. La storia non regge più. Allora sì, lo si può dire a voce alta. Io sto con Gonzalo Higuain!

GH9

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