di Enrico Vitolo - 33 tiri effettuati in centottanta minuti, il 37% all’interno dello specchio della porta, ed anche 4 gol messi a segno tra le sfide con Napoli e Roma. Tanta basta per provare a descrivere l’attacco del Milan, almeno fino a questo momento. Perché se il pre-campionato estivo aveva confermato totalmente i problemi patiti negli ultimi anni, l’inizio del campionato sta provando invece a ribaltare l’intero andamento. Per smentire tutti gli scettici servirà però ancora del tempo, Gattuso ovviamente si augura che l’attesa duri pochissimo, ma intanto riuscire già a segnare con una certa frequenza può aiutare e non poco la crescita offensiva del suo Milan. Rispetto allo scorso campionato, quando i rossoneri erano sì tra le prime tre squadre per tiri tentati ma non per gol realizzati, quest’anno qualcosa sembra stia cambiando. Per fortuna staranno pensando a Milanello. La percentuale delle conclusioni si è infatti leggermente abbassata (in vetta ci sono Juventus con 61, Napoli con 50 e Roma con 47, tutte e tre hanno però giocato una gara in più), ma in compenso si è alzata quella delle realizzazioni. Il tutto aspettando il vero Gonzalo Higuain. Ad agosto scorso il Milan ha trovato finalmente la sua pepita d’oro, ora quest’ultima deve soltanto iniziare a splendere. Come da tradizione. Ma la mancanza del primo gol ufficiale con indosso i colori rossoneri non sta preoccupando nessuno, neppure il diretto interessato. Nelle prime due giornate di campionato, contro due degli avversari più quotati dell’intera serie A, l’argentino ha comunque mostrato buona parte del suo repertorio: la capacità di far salire la squadra con una semplicità disarmante, riuscire a ribaltare l’azione quando è necessario con altrettanta semplicità, un assist al bacio in stile Rivera, una rete annullata e 7 tiri effettuati verso la porta avversaria (Suso è il secondo rossonero più pericoloso con 5 tentativi). All’appello, quindi, manca soltanto il gol, ma la sensazione è che quando si sbloccherà allora sì che Milan farà davvero paura a tutti in quegli ultimi venti metri di campo.
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