di Max Bambara - Ci sono alcuni dati che indicano in maniera molto precisa come la principale problematica del Milan nella stagione in corso sia riferibile al reparto offensivo ed alla sua scarsa prolificità. Certamente, colpisce molto il fatto che il Milan abbia realizzato in 17 gare casalinghe soltanto 16 gol, così come incide il fatto che, ad oggi, non ci sia un marcatore rossonero in doppia cifra in Serie A. Eppure il dato che, a mio parere, dà maggiormente lo spaccato delle difficoltà offensive rossonere è un altro. I gol infatti non possono essere semplicemente contati; vanno anche valutati. Da quando è iniziato il vero Milan di Gattuso, ossia dalla partita al Franchi contro la Fiorentina, la squadra rossonera ha indubbiamente inanellato un bel filotto di gare utili; tuttavia, ha sempre manifestato una certa difficoltà nell’andare a rete contro difese chiuse. Non è un caso che in 11 partite contro squadre attualmente dietro il Milan in classifica, il team di Gattuso abbia realizzato soltanto 8 reti su azione manovrata o sugli sviluppi di azione manovrata. Due volte col Chievo e due volte con la Spal, una con il Cagliari, una con la Sampdoria, una col Genoa ed una con la Fiorentina. Il resto dei gol sono arrivati su calcio di rigore, sugli sviluppi di palla inattiva o su invenzioni personali (Suso con l’Udinese e Kalinic con il Sassuolo). In questo dato, a mio avviso, si nasconde il vero problema rossonero: una buona squadra con discreti palleggiatori, che va però in difficoltà contro difese chiuse, perché non ci sono velocisti capaci di creare con continuità la superiorità numerica. Inoltre, la squadra tende ad allargare pochissimo il campo giocando con le punte esterne a piede invertito. Tutto ciò penalizza chi gioca al centro dell’attacco al di là dei propri effettivi demeriti. Il Milan quindi non deve pensare che il mancato arrivo di un grande centravanti sia stato il problema principale della squadra. Ciò può avere senza dubbio inciso, ma i numeri dicono che c’è un limite strutturale che può e deve essere sanato con opportuni interventi correttivi sul mercato, atti ad innestare giocatori bravi a giocare senza palla ed a ritmi alti, nonché capaci di saltare l’uomo nello stretto.
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