di Dario Claudio Bonomini - Un paio di settimane fa, quando l’esito del sorteggio di Nyon ci aveva regalato l’affascinante accoppiamento Roma-Liverpool, l’àugure capitolino avrebbe interpretato la volontà manifestata dagli dei pallonari come il desiderio di offrire a giocatori e tifosi della Maggica la ghiotta opportunità di ben figurare, in campo e fuori, nell’isola dei britanni. Peccato per i primi (i giocatori) che il risultato dell’andata sia stato ferocemente crudele, senza attenuanti per la frastornata legione di Di Francesco. Così come il sacerdote dell’antica Roma aveva il compito di rivelare il futuro osservando in cielo il volo degli uccelli, ecco che l’interpretazione della gara di ritorno, a giudicare dalle folate di cui sono stati capaci sul terreno di gioco gli indemoniati Reds capeggiati dall’imprendibile Salah, non lascia molte speranze per una rivincita vittoriosa, tale da guadagnarsi la finale di Kiev. I miracoli a volte accadono, difficilmente si ripetono, ma i giallorossi il loro bonus lo hanno già speso nella gara di ritorno contro il Barcellona e questa volta la differenza fra le due squadre è apparsa davvero troppo evidente, senza nemmeno l’alibi di un arbitraggio casalingo. Per quanto riguarda i secondi (i tifosi) ciò che purtroppo ha lasciato allibiti è stato l’ennesimo e imbarazzante comportamento violento di alcuni pseudo sostenitori giallorossi che evidentemente pensavano di essere gladiatori romani, in trasferta nell’arena di Anfield. Ci auguriamo prima di tutto che il tifoso irlandese massacrato di botte possa cavarsela senza lesioni permanenti ma altrettanto confidiamo nelle leggi e nelle galere di Sua Maestà. Fosse successo in Italia, legulei compiacenti imbevuti delle antiche massime di Roma e amici della Suburra intervistati da solerti cronisti sguinzagliati dai vari Tiggì, ci avrebbero probabilmente già spiegato di come, trattandosi di ragazzi de core, tutti abbacchio, nonna e carbonara, si erano subito pentiti, che non volevano, non pensavano e che senz’altro avevano subito qualche provocazione da parte degli infamoni cittadini di Liverpool, che come tutti sanno trovasi nella Perfida Albione. Oltre ad una pena adeguata alla gravità dei reati contestati non sarebbe male sbattere i delinquenti in una cella in compagnia di qualche rabbioso hooligan locale, ovviamente tifoso del Liverpool. I casi sono due: o i due gruppi di idioti socializzano nel nome dei comuni ideali sportivi oppure questi eroi de noantri avrebbero modo di farci vedere le loro vere attitudini al combattimento da pari a pari.
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