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like father like son justin kluivert conquista la roma guarda al papa

Redazione Derby Derby Derby

di Simone Ducci - Il peso di un gol nel mondo del calcio viene, a volte, sottovalutato. Gonfiare la rete può trasformare improvvisamente una salita in una discesa e rendere la vita decisamente più facile a un calciatore. Anche in quest'ottica va letta la roboante vittoria in Champions League per 5-0 della Roma contro il Viktoria Plzen di martedì scorso. Se è vero, infatti, che ogni vittoria nel girone della competizione europea vale 3 punti, è altrettanto vero che nella bella serata dell'Olimpico molto del suo l'ha messo Justin Kluivert. Il giovanissimo attaccante giallorosso, figlio d'arte dell'ex bomber del Barcellona Patrick, ha messo in bacheca diversi record, tutti in un'unica apparizione: è diventato il secondo calciatore olandese a esordire titolare in Champions League (il primo fu Jeffrey Bruma con il Chelsea nel 2010), il giocatore più giovane della storia della Roma ad andare in gol nella massima competizione per club europea e ha trovato finalmente il primo gol con la sua nuova squadra. Tutto questo gli è valso (l'ennesimo) paragone con papà Patrick, decisamente diverso per quanto riguarda le caratteristiche fisiche, ma simile per voglia, “garra” e fiuto del gol. Se le prime due qualità si erano già viste a Roma nelle prime apparizioni stagionali, l'ultima è venuta alla luce proprio contro la squadra di Plzen: nel quarto gol giallorosso, infatti, Justin ha evidenziato tutto ciò che deve avere un attaccante: senso della posizione, fiuto del gol e freddezza nella trasformazione. Per un giocatore esperto il gol del giovane olandese potrebbe esser sembrato facile da segnare ma a 19 anni quei palloni pesano molto, soprattutto quelli decorati con le stelle che significano Champions League. A suggellare, infine, la grande prestazione del folletto ex Ajax ci ha pensato proprio il profilo Twitter della competizione: «Like father, like son (“tale padre, tale figlio”)». Il cammino ora è tracciato, spetterà al giovane Justin percorrerlo nel migliore dei modi, cercando di rimanere con i piedi per terra ma consapevole delle proprie potenzialità.