di Davide Capano - Si sono trovati faccia a faccia e hanno dialogato un nord-coreano e un sud-coreano. Non è una notizia di politica internazionale, ma di calcio. Già, perché Han Kwang-song (20 anni, al Perugia in prestito dal Cagliari) e Lee Seung-woo (21anni, alla seconda stagione al Verona) hanno vissuto il primo storico Derby tra giocatori delle due Coree in Italia. Chiaro che fa sempre un certo effetto parlare dei paesi che ci hanno eliminato dai Mondiali fra falsi dentisti nel 1966 e sembianze di arbitri nel 2002. D’altronde la Storia a volte fa piangere, ma altre volte ridere. A proposito, un sorriso con gli occhi a mandorla, nell’anticipo del 28° turno di Serie B, lo si è scorto sul volto di Lee. Infatti il Verona di Fabio Grosso ha espugnato il Renato Curi, battendo la squadra di Alessandro Nesta per 2-1 con reti di Bianchetti ed Henderson tra il 54° e il 60° minuto. Per i padroni di casa ha accorciato le distanze Verre all’86°. I due calciatori coreani, nei loro paesi d’origine, sono divisi dal 38° parallelo, simbolo della Guerra Fredda. In campo, però, hanno avuto l’opportunità di relazionarsi attraverso il pallone, lingua più universale di cinese e inglese. L’attaccante perugino è nato nella nuvolosa Pyongyang, l’esterno veronese nella dinamica Suwon. Il primo è esploso in Sardegna e ora ha messo alle spalle un grave infortunio al ginocchio, l’altro sogna invece di tornare al Barcellona, nella cui cantera è salito alla ribalta. Inoltre, Lee è stato in Russia con la Corea del Sud quest’estate, dopo essersi messo in mostra al Mondiale Under 20. Poi la convocazione per la Coppa d’Asia. In tutto, con la casacca delle “tigri”, vanta 8 presenze.
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