di Mattia Marinelli - Nell'estate dei capitani che vanno, vedi Buffon e probabilmente anche Bonucci, Mauro Icardi fa invece il capitano che resta. Dopo tante voci di inizio mercato, eccolo, stabile, sulla piscina di casa, già pronto ad andare allo stadio per giocare le partite. Magari non in grande sintonia con gli slavi della sua rosa, non portatissimo per dna a simpatizzare con i brasiliani, capitan Icardi ha preso subito sotto la sua ala, dopo le prime incoraggianti uscite estive, il  suo connazionale Lautaro Martinez. L'ex leader dell'attacco del Racing ha subito scacciato il  fantasma di Gabigol, dando credito all'intuito, Milito e Zanetti su tutti, dei grandi argentini interisti che lo hanno voluto a Milano per vestirlo di nerazzurro. Una domenica pomeriggio, l'ultima di luglio, a casa Icardi per il giovane Lautaro, al quale il capitano nerazzurro avrà già spiegato che è nello stadio alle loro spalle che si giocano non solo le partite casalinghe dell'Inter, ma anche i derby:  quelli della gloria della tripletta e magari anche quelli meno goduriosi del gol di Zapata e dello 0-0 con tante occasioni fallite. Perchè il derby è così per sua natura: o tutto bene o tutto male, senza mezze misure. Icardi che aiuta Lautaro e lo inserisce al meglio nella città e nella squadra è una immagine che ha fatto molto piacere ai tifosi interisti.

S.-Siro-derby

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