di Davide Capano - Bergamo dista da Milano 57 chilometri. Motivo per cui Milan-Atalanta di domenica alle 18 (arbitro il sig. Doveri di Roma 1) è un Derby lombardo con tutti gli annessi e connessi. Sì, perché i ragazzi di Rino Gattuso e dello squalificato Gian Piero Gasperini vorranno iniziare a volare come le prime foglie di questo autunno. E non cadere sul selciato delle incertezze. Bensì mettere in moto i muscoli dei motori nell’era dell’algoritmo. Quattro partite di campionato (tre per Romagnoli&compagni) e otto punti complessivi in due non costituiscono un romanzo. Eppure la sfida inizierà a dare indicazioni preziose sul cammino di entrambe le compagini in campionato. Il Milan viene dal pareggio con retrogusto “miele amaro” di Cagliari e dalla vittoria d’Europa League in Lussemburgo contro il Dudelange. Mentre l’Atalanta vorrà riscattare il ko di lunedì sera a Ferrara timbrato da Andrea Petagna, ex milanista e atalantino. Nota statistica? I rossoneri non battono gli orobici in casa dall’Epifania del 2014: 3-0 con doppietta dello “stagista” Kakà e gol di Bryan Cristante (un altro che ha vestito le due maglie). Da allora solo 2 sconfitte e 2 pareggi con zero gol segnati a San Siro. Dopodomani chi ballerà come il Papu Gomez all’ora dell’aperitivo? Il Diavolo o la Dea? Mettetevi comodi perché tanto alla fine si vince uniti e armoniosi come alberi di una foresta pura e incontaminata. Quella del pallone. Un amore senza anestesie dove fare pressing come l’ultimo dei gregari marca una differenza. Specie in un Derby lombardo d’autunno.
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