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Redazione Derby Derby Derby

di Davide Capano -

Il nuovo Milan continua a costruire in grande il suo futuro. A cesellarlo ora si è aggiunto Paolo Maldini: la Leggenda. Un po’ come Benvenuto Cellini. Da domenica 5 agosto è ufficiale il tanto atteso ritorno in società, 9 anni, 2 mesi e 15 giorni dopo l’esilio. Manco fosse Ulisse che approda a Itaca. Il ruolo? “Direttore Sviluppo Strategico Area Sport”. Un sigillo in ceralacca per il Diavolo. La stella polare rossonera è tornata a Casa. L’amico Leonardo e il Fondo Elliott hanno fatto da Caravaggio. Quando pensi a Maldini pensi al Milan. Inesorabilmente. È l’eternità di un Simbolo. Anagrammata nel cognome Milan, infatti, c’è la parola Maldini. Mica una casualità. Quando pensi a Maldini lo sguardo declina velocemente verso il sorriso. Chi è Paolo? Un uomo felice con la pelle rossonera. Battute secche, carisma dinastico, occhi magnetici, parole chiare, poche cose formali e tante sostanziali. Un master vivente di vittorie e di trofei; straordinario selezionatore di rapporti umani perché se dai rispetto, ricevi rispetto. Cuore di Drago, per dirla alla Pellegatti. Quando pensi a Maldini ti viene in mente qualcosa di scritto indelebilmente sulla cute dei tifosi, milanisti e non. Da qualsiasi angolo del tifo lo si guardi, il suo rientro nel barnum pallonaro è cosa buona e giusta. Il figlio di Cesarone parla poco (anche se è diventato più “chiacchierone col tempo”) e pensa tanto. Conosce la retta via dei trionfi. Basti pensare che il Milan dei due Maldini ha vinto complessivamente più trofei (32) del Milan berlusconiano (31). “La mia storia mi impone di essere qua; c’è la bellezza di tornare nell’ambiente che mi ha fatto crescere”, ha dichiarato Paolo ieri nella conferenza stampa di presentazione a Casa Milan. Perché, è proprio vero, sul regno dei Maldini il calcio non tramonta mai tra scalate al limite dell’impossibile ed esplorazioni degne di un romanzo di Salgari. Dal provino al campo sportivo dell’Aeronautica di Linate nel settembre 1978 all’ufficio al quarto piano di Casa Milan passando per Udine, Barcellona, Vienna, Atene, Manchester, Istanbul, di nuovo Atene e Firenze. Bentornato e buon lavoro Paolo!