di Max Bambara - Storicamente, ad ogni rincorsa in campionato fa sempre da contraltare un calo fisico e mentale successivo. Succede quasi sempre ed il Milan di Rino Gattuso non ne poteva essere esente. Si spiegano così i 4 punti in 5 partite ottenuti dalla squadra nelle ultime giornate. L’allenatore del Milan rivendica dal canto suo il fatto che la squadra oggi giochi meglio rispetto a qualche mese fa ed invita guardare gli aspetti positivi. Credo che Gattuso abbia ragione e che la stagione del Milan vada valutata in un’ottica complessiva ed organica, non soltanto sulla base dei meri punti fatti sotto la gestione Montella o sotto quella di Rino. Il semplice dato numerico può essere ingannevole. La domanda che bisogna rivolgersi è questa: il Milan è oggi da lotta per la qualificazione alla Champions League. Personalmente non lo credo. Alla squadra, per diventare da lotta CL, mancano alcune pedine chiave nella sua trequarti, capaci di dare variazioni di passo e di spunto tecnico. Non c’è tuttavia una squadra da rifare. C’è un organico da completare con innesti mirati. La base esiste, la struttura di squadra ha un senso. Manca una varietà offensiva nell’attacco della porta avversaria che preveda concetti diversi dagli attuali. Innanzitutto la tempistica negli inserimenti senza palla delle mezzali è ampiamente migliorabile. Gli esterni offensivi rossoneri poi giocano solo a piede invertito e questo non favorisce la punta centrale. Così come i centravanti del Milan in questa stagione non sono stati agevolati dal poco dinamismo della trequarti rossonera. Troppi elementi che vogliono la palla sui piedi. Ne risente l’attacco degli spazi. Di contro, il dato sui gol fatti (decimo attacco del campionato) fa capire che c’è anche un problema relativo alla punta centrale. Il gol è l’essenza del calcio. Per chi guarda da fuori, l’ultimo tocco decisivo può apparire semplice, ma in realtà è la cosa più difficile del gioco. Per questo i grandi bomber hanno un costo spropositato. Fare gol è un’arte complessa. Non ci siamo inceppati comunque, come qualcuno ha scritto. Semplicemente il Milan sta raccogliendo qualcosa in meno del seminato, in quanto le crisi post rincorse sono mentalmente difficili da gestire. La stanchezza mentale è un peso che non si vede. Però c’è. Nella stagione 2017-18 il Milan ha comunque creato una base. Da quello si riparte, nella speranza che gli innesti giusti vengano inseriti nei ruoli scoperti.
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