di Valentino Cesarini - Addio Champions League? Il pareggio contro il Sassuolo riduce al lumicino le ultime speranze del Milan di arrivare al quarto posto, ma c’era qualcuno che ci credeva davvero al quarto posto che anche a 6 punti da Lazio e Roma sarebbe stato difficilissimo da raggiungere? E’ facile parlare ora dopo il pari contro un Sassuolo che gioca a San Siro una gara di rimessa e passa in vantaggio grazie a Politano, prima di essere raggiunto nel finale dal bel goal di Kalinic, che non segnava dal 3 dicembre sul campo del Benevento, esordio di Gattuso sulla panchina del Milan. Ma in casa rossonera piove sul bagnato, perché il Milan nelle ultime tre gare ha racimolato solamente due punti salutando in maniera quasi ufficiale la zona Champions, ma soprattutto nel prossimo turno contro il Napoli dovrà rinunciare alla coppia difensiva Bonucci-Romagnoli. Il primo, diffidato, è stato ammonito da Pairetto per proteste e salterà sicuramente la sfida di domenica alle 15, Romagnoli dopo appena cinque minuti ha dovuto alzare bandiera bianca per un indurimento al flessore della coscia. Difficile fare previsioni di un suo recupero per domenica, ma Gattuso molto probabilmente si dovrà affidare alla coppia Musacchio e Zapata: non il massimo per affrontare Mertens e compagni. La gara di ieri poteva essere in discesa per Gattuso e i suoi ragazzi, ma Kessié ha deciso di divorarsi un goal da zero metri dopo un minuto dal fischio d’inizio. Il Sassuolo, alla ricerca di punti salvezza, si è chiuso bene ed è stato salvato in diverse occasioni da Consigli, ma è stato micidiale in contropiede al 75’ quando Politano ha trafitto Donnarumma. Gattuso ha provato il tutto per tutto, passando al 3-3-4 con Rodriguez terzo di difesa. Una mossa disperata, ripagata in parte da Nikola Kalinic che a pochi minuti dal triplice fischio finale ha salvato i rossoneri dalla sconfitta, che sarebbe stata immeritata per quello che si è visto in campo. Ma è vero, senza ombra di dubbio, che il Milan è apparso stanco, confuso e con poche idee. I suoi uomini migliori e da cui ci si aspetta sempre il guizzo decisivo (Bonaventura, Suso e Calhanoglu) hanno giocato a tratti alterni e non va dimenticato che ai rossoneri manca sempre un bomber in grado di realizzare quei 20-25 goal stagionali. Cutrone potrebbe essere l’attaccante del futuro della Nazionale ma deve migliorare tantissimo e deve imparare molti trucchi del mestiere. Kalinic e Silva, fino ad oggi hanno deluso le aspettative. Come detto, dato l’addio ufficioso alla zona Champions, il Milan deve guardarsi alle spalle e cercare di arrivare almeno settimo. Il vantaggio sulle ottave, Sampdoria e Atalanta, è di quattro punti. Sono pochi, considerando che con entrambe le squadre in caso di arrivo a pari punti i rossoneri sarebbero svantaggiati in virtù degli scontri diretti (c’è da giocare il ritorno con l’Atalanta alla penultima giornata). Le prossime due gare, potrebbero essere in parte importanti: Milan-Napoli e Torino-Milan potrebbero essere due match spartiacque, prima di tre scontri sulla carta abbordabili (Benevento e Verona in casa, Bologna in trasferta) e delle ultime due che potrebbero essere spareggi (Atalanta e Fiorentina) in chiave Europa. In mezzo al finale di campionato i rossoneri di Gattuso si giocheranno la finale di Tim Cup contro la Juventus. Una vittoria farebbe chiudere la stagione con un sorriso anche in caso di mancata qualificazione alla Champions.
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