di Valentino Cesarini - Primo tempo orrendo, secondo un po' meglio. Il Milan esce indenne dal Benito Villamarìn di Siviglia, ma la qualificazione i rossoneri se la giocheranno il 13 dicembre sul campo dell’Olympiacos, che ha raggiunto la squadra di Gattuso a quota sette, ad un punto dal Betis che guida la classifica. Al momento fare calcoli non è semplicissimo. Solamente con sei punti si è certi della qualificazione, con 4 o meno bisognerà vedere soprattutto dopo la prossima giornata, quando il Milan riceverà il fanalino di coda Dudelange e in contemporanea si giocherà Betis-Olympiacos. A quel punto si vedrà cosa occorrerà in Grecia per qualificarsi ai sedicesimi. Un Milan rimaneggiato, con tante assenze e con Gattuso costretto quasi ad impostare la squadra con un 3-5-1-1. Calhanoglu è nei cinque di centrocampo con le dighe Bakayoko e Kessiè al fianco e con Laxalt e Borini sugli esterni. In attacco, Cutrone è troppo isolato, perché Suso gioca fra le due linee. Lo Celso beffa i rossoneri anticipando Rodriguez, Sanabria si divora il goal del raddoppio, il Milan non reagisce, anzi è un pugile alle corde e solo grazie a Reina si tiene in gioco. Nella ripresa, i rossoneri sembrano un pochino più cattivi e al 62’ Suso si inventa il pari con una punizione velenosa. Il Benito Villamarìn fischia, il Milan potrebbe prendere il sopravvento, invece è ancora Reina a salvare la squadra di Gattuso, che per strada perde Musacchio per un durissimo scontro con Kessiè e il turco Calhanoglu per una botta al piede. E lo stesso Kessié termina la gara zoppicando. Per domenica, contro la Juventus, sarà difficile trovare undici giocatori arruolabili, considerando anche gli stop di Caldara, Bonaventura, Calabria
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