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milan la terza punta falso problema fra spezzoni competitor

Redazione Derby Derby Derby

di Max Bambara -

Da quando si è chiuso il calciomercato, una delle osservazioni che maggiormente vengono portate dai tifosi del Milan in merito alla rosa a disposizione di Rino Gattuso, è relativa alla presenza in organico di sole due punte centrali. A mio avviso questa polemica, oltre ad essere un pochino tirata per i capelli, è totalmente estranea al contesto della Serie A ed a quelle scelte ponderate che i club scelgono di fare in una ottica di valorizzazione ed armonizzazione della rosa. Il Milan gioca un 4-3-3 che, nel corso della partita, a volte si trasforma in 4-2-3-1 (dipende dalla posizione di Bonaventura). La punta centrale titolare è Gonzalo Higuain, mentre la sua riserva di lusso è Patrick Cutrone.Secondo la vulgata diffusa negli ultimi tempi, bisognava tenere Andrè Silva per avere una alternativa in più in organico. Or bene l’opinione è certamente rispettabile, ma da qui a farne un argomento credibile ce ne passa. Di solito quando si costruiscono le squadre durante il mercato estivo, si punta ad avere due giocatori per ruolo più il terzo portiere ed uno o due jolly, potenzialmente utilizzabili in più ruoli nel corso della stagione. Nella rosa del Milan l’unica posizione in campo in cui ci sono tre alternative per ruolo è quella di terzino destro. Ciò trova un senso in ragione del grave infortunio patito da Andrea Conti nella scorsa stagione, tale da rendere necessari ben due interventi al ginocchio sinistro. Nel ruolo di prima punta, il Milan ha un top player assoluto come titolare ed il centravanti della Nazionale italiana Under 21 come riserva. Che senso aveva tenere quindi Andrè Silva per fargli giocare magari una decina di partite a spezzoni e frenarne un possibile e meritato riscatto? Se si dà un’occhiata ai competitor milanisti poi, si scopre che la situazione altrove è praticamente analoga. Limitandoci alle squadre che dovrebbero giocarsi l’accesso alla prossima Champions League col Milan, possiamo notare molte analogie con le scelte rossonere. Il Napoli infatti ha Milik e Mertens come prime punte ed a metà agosto ha prestato Inglese al Parma per dargli la possibilità di giocare. La Roma ha Dzeko e Schick ed a luglio ha prestato Defrel alla Sampdoria perché il ragazzo in giallorosso non aveva spazio. L’Inter ha Icardi e Lautarocome prime punte ed in estate ha cedutoEder per una manciata di milioni,ritenendo inutile mantenere tre prime punte in organico. La Lazio infine, sia nella scorsa stagione, sia in quella attuale, ha sempre avuto in organico due prime punte: Immobile ed il carneade Caicedo. Fra le prime sei dell’ultima classifica finale di Serie A (stagione 2017-18), quella biancoceleste è forse l’unica squadra che, oggettivamente, poteva migliorare qualcosa mettendo alle spalle di Immobile una alternativa più credibile. I dati di fatto comunque ci dicono che tutti i club importanti, se possono, preferiscono avere due alternative per ruolo e, se possibile, preferiscono snellire l’organico piuttosto che riempirlo di giocatori che vedranno il campo poco e nulla, svalorizzando così giocatori di proprietà. La scelta del Milan su Andrè Silva è quindi stata molto logica, legata alla valorizzazione del ragazzo e dell’investimento fatto su di lui appena un anno fa. Perché se c’è un ruolo in cui, oggi, il Milan non teme confronto con i suoi competitor, è senza ombra di dubbio quello delle prime punte.