di Marco Rizzo - Ancora qualche giorno ed il Milan potrà avere in questa estate qualcosa che fin qui non ha ancora avuto: certezze. Non assolute, ma certamente molti nodi verranno al pettine e si potrà guardare al futuro (a breve termine) con qualche certezza in più. Certezze che potranno essere positive o negative, questo poco importa. Ma il Milan dopo questa settimana saprà come poter andare avanti. Innanzitutto, il 19 si scriverà la parola fine sulla questione Uefa. Dentro o fuori, senza possibilità di ulteriori strascichi. Il pessimismo regna sovrano, va detto, ma almeno arriverà una sentenza certa e finale. Il 21 luglio, poi, ci sarà la tanto attesa assemblea dei soci, che dovrà definire il nuovo Cda ed il nuovo Presidente rossonero. Scaroni in assoluta pole per quest’ultimo ruolo, mentre per i membri del cda si fanno tanti nomi. Una volta definito questo aspetto, si avrà chiarezza sul ruolo dell’ad Marco Fassone. Ancora in sella, cambio dei suoi ruoli o estromesso dal Milan? A cascata si avranno certezze su chi dirigerà la gestione sportiva rossonera. Mirabelli e Gattuso, in questo senso, hanno ricevuto un pesante endorsement dalla Curva Sud, che male non fa. Tutto ciò sbloccherà in qualche modo il mercato. A 28 giorni dal gong finale e dall’inizio del campionato, Mirabelli o chi per esso, dovrà compiere un autentico miracolo per finalizzare la costruzione della squadra. Se non ci fosse già, allo stato attuale, un tavolo ben apparecchiato in termini di cessioni e ingressi, tutto rischierebbe di essere tremendamente complicato e compromesso. Ma il lavoro incessante del ds Mirabelli lascia pensare che questo rischio non esista. Ad esempio, la sensazione è che dopo il 21, a stretto giro di posta, Locatelli finirà al Sassuolo per 12-15 milioni e che Kalinic finirà all’Atletico per 18-20 (da capire con che tipo di formula). Si discuterà poi anche della cessione di Bacca con il Villareal. A seguire, altre due operazioni portate avanti con Lucci: il rinnovo di Bertolacci e il possibile arrivo di Badelj a parametro zero. Queste due mosse dovrebbero sistemare, per ora, il centrocampo. Poi, al via il mercato vero. Ogni arrivo dovrà avere la sua copertura economico-finanziaria con una cessione. Meglio ancora se da questa cessione deriverà una plusvalenza o un cospicuo risparmio in termini di ingaggio lordo e ammortamento. L’obiettivo, oltre che rinforzare per quanto possibile la squadra, è quello di abbattere il deficit di bilancio al fine di “rispettare le norme del Fair Play Finanziario”, come indicato dal comunicato ufficiale di Elliot. In questo senso il Milan ha le orecchie aperte per praticamente tutti i suoi tesserati. Gattuso ha posto il veto sulla cessione di Suso, ma in caso di offerta importante, difficilmente potrà opporsi più di tanto. Nessuno si opporrebbe invece alla cessione di Donnarumma, ma in questo caso, sono le offerte a mancare. Il Milan aspetta che si scateni un valzer di portieri che coinvolga anche il 99 rossonero. In entrata, Gattuso avrebbe deciso di “scendere a compromessi” a centrocampo, accettando colpi a zero come Halilovic, il ritorno di Bertolacci e magari l’arrivo di Badelj. Ma davanti Gattuso non vuole sconti: sa che quello è stato il problema del suo Milan la scorsa stagione e vuole sia risolto. Una punta titolare ed un esterno offensivo importante che possa dare alternative al gioco offensivo. Su questo, Gattuso, non transige. L’allenatore vorrebbe partire per gli Usa il 22 con certezze in mano. Come tutto l’ambiente rossonero.
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milan prossimi giorni caccia certezze
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