di Valentino Cesarini - Missione quarto posto! Una vittoria di cuore, arrivata in rimonta come già successo giovedì in Europa League contro i semi-professionisti del Dudelange. Il Milan supera 2 a 1 il Parma, grazie ad un rigore super contestato e assegnato con il VAR per un tocco con le mani di Bastoni in area ducale, realizzato successivamente da Kessié. Le polemiche non mancheranno e ognuno avrà la sua personale idea sulla decisione di Calvarese: rigore che si poteva assegnare come no. Ma la vittoria del Milan non si può ridurre a questo episodio, perché nel complesso la vittoria è stata meritata per quello che si è visto, considerando l’emergenza che continua ad essere amica di Gattuso. Il Milan fa possesso palla (64%) ma non riesce a trovare il guizzo vincente, anzi dopo la paura occorsa con il colpo di testa di Gagliolo terminato di un soffio fuori, ad inizio ripresa è Roberto Inglese a gelare San Siro. Sotto di un goal, sull’orlo di una sconfitta che sarebbe stata difficile da digerire, la squadra di Gattuso reagisce, inizia ad essere più “cattiva” e trova immediatamente il pareggio con il solito Patrick Cutrone, alla sua settima rete stagionale: tutte realizzate a San Siro.

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Ci è voluto qualche secondo per far esplodere la gioia del giovane attaccante, perché la squadra arbitrale ha visionato la posizione di Calhanoglu, prima di convalidare la rete. Trovato il pari, i rossoneri si sono spinti avanti fino a trovare il calcio di rigore. Momenti di tensione, di attesa, ma alla fine il tocco con la mano di Bastoni è stato giudicato irregolare. Dal dischetto Kessié non ha sbagliato. Si è visto un gruppo unito, convinto della propria forza e con un allenatore che sta cercando di trasmettere il “milanismo”. Ci sarà da lavorare per Gattuso, che ancora qualche errore di troppo lo commette: serviranno un paio di regali da parte della società, per cercare di tornare in Champions. Finisse oggi il campionato i rossoneri sarebbero in Coppa Campioni, visto il sorpasso sulla Lazio, arrivato ieri grazie al pari sul campo del Chievo Verona. Sarà “guerra” fino all’ultima giornata.

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