di Mattia Marinelli - Il Milan non ha deciso di difendersi. Ha semplicemente giocato male. Rossoneri senza nessuno dei suoi giocatori più tecnici in serata di grazia: Paquetà ultimamente ha saltato degli allenamenti per influenza, Suso non è nel suo periodo migliore, Calhanoglu era partito in panchina e aveva staccato un po' la spina. Quando la luna è negativa e la serata è un po' così, l'unica cosa è abbozzare e sfangare. Non dimentichiamo che la Lazio, per nulla in emergenza infortuni visto che sostanzialmente mancava solo Radu, aveva di recente asfaltato per 70 minuti la Juventus. Milan, tirando le somme, non bello ed in versione abbottonata e coperta, Lazio più audace, ma al contempo nella sua miglior versione: un po' di botte condite da provocazioni, con il suo allenatore a strillare e piangere a bordo campo, sempre senza un motivo apparente. La partita è stata nel suo complesso brutta, piena di errori, da ambo le parti, con i portieri a fare da spettatori, ed un Orsato come sempre in stato di grazia, ma che nonostante tutto, anche provandoci in ogni maniera possibile, non è riuscito nel suo intento. Un pareggio "comodo" per entrambe, che lascia tutto aperto, per un ritorno che invece, anche se tra due mesi, si annuncia assai più agguerrito. Il tutto, con una conferma: Il Milan è squadra e difficile da battere. Quando mancano brillantezza e giocate, quando la trazione anteriore è in folle, c'è sempre l'organizzazione difensiva a consentire alla squadra di non venire travolta.
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