di Valentino Cesarini - Ora non si può non parlare di crisi. Due punti nelle ultime tre gare, zero goal segnati e nel mezzo del campionato la clamorosa eliminazione dall’Europa League ai danni dell’Olympiacos. Il Milan non vince dal 2 dicembre, quando a San Siro servì un rigore (molto dubbio) per avere la meglio sul Parma. Zona Champions che ora i rossoneri devono inseguire, perché la Lazio si diverte con il Cagliari e supera il Milan. E’ vero che i laziali sono a un solo punto, ma i dati della crisi sono sotto gli occhi di tutti. Non può essere solo l’emergenza degli infortunati l’alibi per l’allenatore, che anche contro la Fiorentina, prima si inventa un centrocampo con Calabria preferendolo addirittura a Montolivo (fatto scaldare per diverso tempo), poi sullo 0 a 0, cambia passando dal 4-3-3 al 4-4-2 senza veri interni di centrocampo. Ma il gioco latita, gli schemi sono praticamente inesistenti e i rossoneri si affidano soprattutto alle giocate dei singoli, che però a volte non riescono a trovare il guizzo giusto. Higuain non segna e non lo fa da un po' (ultimo centro il 28 ottobre contro la Sampdoria). Le voci di un interessamento del Chelsea sicuramente non aiutano, come non aiutano i problemi alla schiena, ma è anche vero che di palloni giocabili, al Pipita, ne arrivano veramente pochi. La Fiorentina sbanca San Siro con il minimo sforzo: decide una rete di Federico Chiesa a un quarto d’ora dalla fine. Proprio Chiesa, il giocatore più temuto dai rossoneri, e che torna al goal dopo ben tre mesi di assenza. Ma la squadra di Pioli, che rischia in tre occasioni, gioca in modo attento e dopo il vantaggio tiene bene il campo, nonostante lo sterile forcing dei rossoneri. Viola che non avevano mai vinto lontano dal Franchi in questa stagione: 3 KO e 5 pareggi. Esulta Pioli, esultano i tanti tifosi fiorentini arrivati a San Siro, mentre per il Milan il momento è complicato e i fischi a fine partita ne sono l’emblema. Prima della sosta, due gare, probabilmente decisive per il futuro di Gattuso: trasferta nel giorno di Santo Stefano sul campo (insidioso) del Frosinone e Spal a San Siro tre giorni dopo. Inevitabile che serva una reazione e un pronto riscatto, perché il Milan non può perdere altri punti per raggiungere la Champions. Il vero obiettivo stagionale, visto che, l’Europa League se ne è andata in maniera clamorosa, in un girone ampiamente alla portata dei rossoneri.
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