di Davide Capano - Nel mondo della sartoria un abito può però essere confezionato seguendo tre differenti tecniche: incollato, semi intelato o intelato. Parimenti, nel Mondiale più tecnologico di sempre pure un ottavo può essere di tre tipi: coi sotto-fiocchi, coi fiocchi e coi controfiocchi. Domani a Kazan ce n’è uno (il primo della rassegna) che rappresenterebbe senza alcun dubbio il livello più alto nella classificazione sartoriale. Alle 16 si gioca Francia-Argentina, un match coi controfiocchi. Chi passa affronterà la vincente di Uruguay-Portogallo. Le compagini vogliono andare oltre l’oro e l’avena dei campi e raggiungere l’assemblea del G8 planetario ai quarti di finale. Francia-Argentina non è solo Griezmann contro Messi o Deschamps contro Sampaoli. È qualche capitolo oltre. Uno spartito da scrivere che può provocare tocchi soavi dell’anima e far scendere gocce di mercurio dal cielo fra Parigi e Buenos Aires. In fondo, la letteratura in Argentina ha sempre avuto forti influenze europee, specialmente da Spagna e Francia. La sfida tra i galletti e l’Albiceleste è un confronto tra pedatori che pensano più coi piedi che con la testa. Checché ne se dica. L’ultimo precedente ai Mondiali risale al 1978, quando l’Argentina padrona di casa (e futura campione) vinse 2-1 con Platini che si prese gli applausi dello Stadio Monumental. All’epoca decisero Passarella su rigore e Luque. In Francia-Argentina non ci sono mai state giacche di tweed o pantaloni alla zuava, ma solo quartieri di calcio diversamente colorati, disincantati e feroci. In Francia-Argentina puoi trovare ragazzini terribili, ribelli, sognatori e centauri. Oppure oasi da tenersi strette tra la gioia e l’incoscienza. Non resta che mettersi sul divano e gustarsi questo partitone. Perché il Campionato del Mondo è una splendida matrioska di generi intrecciati…
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