di Enrico Vitolo - La possibile esclusione dall’Europa League, il cambio di proprietà, gli stravolgimenti dirigenziali ed un calciomercato fatto in appena quindici giorni. È accaduto davvero di tutto nel corso dell’estate dalle parti di casa Milan. Un susseguirsi di notizie ed un via vai continuo di persone. Ma una è rimasta sempre al suo posto. Con merito. Ora, però, per Gennaro Gattuso inizieranno a contare esclusivamente i risultati futuri, gli stessi che in passato l’hanno consacrato quando ha saputo finalmente ridare un’anima al suo Milan. Ma da qualche settimana il tecnico rossonero si sarà sentito certamente in buona compagnia, gli arrivi di Leonardo e Paolo Maldini hanno ridato in un attimo credito e lustro ad un club che sta cercando di (ri)acquisire i valori che da sempre l’hanno contraddistinto da tutte le altre società. La risalita, dunque, è ufficialmente cominciata all’esterno del rettangolo verde, da sabato sera invece comincerà anche al suo interno. A Gattuso il compito di riportare il Milan lì dove merita. Ma che inizio di serie A, decisamente complicato. La gara di sabato sera al San Paolo di Napoli servirà comunque per avere subito le prime risposte sulla squadra targata 2018-19. La prima della nuova stagione, ma per fortuna di Gattuso non rappresenta la sua prima sulla panchina del Diavolo. Mai, infatti, nei suoi vari esordi in rossonero è riuscito a conquistare una vittoria, tutti tra l’altro effettuati in trasferta: da giocatore esordì in Champions League nella sfida di Londra contro il Chelsea che terminò per 0-0, l’anno scorso con la Primavera fu sconfitto per 5-1 dal Sassuolo, mentre a Benevento in occasione del passaggio in prima squadra fu stoppato al 95’ sul 2-2 dal clamoroso gol di Brignoli. Ma quel pomeriggio è ormai un ricordo, non certo piacevole ma pur sempre un ricordo. Oggi Gattuso si augura più che altro di riuscire ad emulare molti dei suoi predecessori rossoneri.

Scuse
Nelle ultime dieci stagioni alla prima in campionato sono infatti arrivate 6 vittorie, 4 invece le sconfitte a referto: nel 2008-09, nonostante l’entusiasmo scaturito dall’arrivo di Ronaldinho, il Bologna si impose a San Siro con le reti di Di Vaio e Valiani, l’anno seguente ci pensò Pato con una doppietta a rendere felice l’esordio di Leonardo in panchina nella trasferta di Siena, nell’era Massimiliano Allegri invece ci fu stato spazio per il 4-0 contro il Lecce, per lo 0-2 di Cagliari e soprattutto per lo 0-1 con la Sampdoria davanti al pubblico rossonero e per il 2-1 di Verona contro l’Hellas. Nel 2014-15, poi, ci fu il 3-1 contro la Lazio da parte del Milan di Filippo Inzaghi, dodici mesi più tardi non andò benissimo a Firenze con Mihajlovic in panchina (2-0 il finale), mentre negli ultimi due precedenti spazio al 3-2 di San Siro contro il Torino e allo 0-3 di Crotone in entrambi casi con Montella alla guida tecnica.

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