di Davide Capano - Carlo e Rino. Rino e Carlo. Due milanisti, dalla punta dei capelli a quella dei piedi, che si affrontano domani sera da avversari in panchina. Sì, perché Napoli-Milan, oltre a essere il quarto ritorno da avversario al San Paolo per Gonzalo Higuaín, è l’inedito Derby fra Ancelotti e Gattuso. Allegria, arrabbiatura, carattere, passione, umanità. In pratica uno scanner impazzito di emozioni. “Certi amori non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano. Amori indivisibili, indissolubili, inseparabili…”. Pure da nemici per una notte. Carlo e Rino sono rossoneri d’autore (quelli del Milan bello, forte e vincente); si giocano già punti pesanti nonostante l’aria della Serie A sia ancora rarefatta come sull’Everest. Carlo e Rino potrebbero ballare come Roberto Bolle, cantare di felicità, fare più incassi di Checco Zalone o shopping sfrenato per Savile Row, la strada degli stilisti inglesi. All’opposto trovano difetti nei successi invece di accontentarsi nella Via delle Storie Infinite. Sanno che per spostare gli equilibri non serve la bocca. Eppure entrambi vantano quell’olfatto speciale per la vittoria. Protossidi di azoto per cervelli e motori delle rispettive squadre. Due curiosità statistiche sul match di Fuorigrotta? 1) L’ultima vittoria del Milan a Napoli (Gattuso era in campo) è datata 25 ottobre 2010. Domani è 25 agosto 2018; 2) Dopo il Mondiale senza Italia lo scudetto va al Milan. È capitato nella stagione 1958/59. Gli attuali tecnici del Ciuccio e del Diavolo non erano ancora nati… Come scrisse Carletto al Rettore milanista di Calabria nella lettera d’auguri per i 40 anni: “Il calcio è questo: al di là degli schemi, dei moduli, delle diagonali, del pressing e delle ripartenze, ci sono le persone. E sono le persone che fanno la differenza”. È proprio vero: in Carlo e Rino ‘stat’ una buona dose di ‘Virtus’. Napoli-Milan. L’Amore non ha prezzo. Anche in un Derby on the bench.
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