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napoli segna cambi ancelotti

Redazione Derby Derby Derby

di Enrico Vitolo - Più che divertirsi con il gioco delle tre carte, Carlo Ancelotti preferirebbe certamente sedersi a tavola con qualche amico o cantare qualche canzone in duetto in stile vecchi tempi. Ma del resto si sa Carletto non ha mai amato la parola “perdere”, anche solo sentirla gli avrebbe fatto venire all’improvviso l’orticaria su tutto il corpo. Ugualmente oggi che guida il Napoli e di fronte si ritrova la corazzata Juventus trascinata da una sua vecchia conoscenza. Ma anche se ha sempre detto di preferire la Coppa, domandare ai milanisti eventuali conferme, Ancelotti non si è mai posto limiti nell’arco della sua lunga e prestigiosa carriera. Neppure oggi. In poco tempo, anzi pochissimo, lo ha capito pure la città partenopea, ma soprattutto la squadra che ha dimostrato di avere soltanto carte vincenti al suo interno. Talmente vincenti che oggi, dopo i primi tre mesi della stagione, se si mettono a confronto i cinque principali campionati europei si scopre che il Napoli è la squadra che ha prodotto di più con gli uomini dalla panchina entrati a partita in corso. Un qualcosa di impensabile se si ripensa a ciò che accaduto nel recente passato. Ma tant’è. Sarri non c’è più e le cose possono anche cambiare. Sui 26 gol totali realizzati ben 11 sono stati segnati grazie ai cambi di Ancelotti (il Sassuolo è secondo a quota 6): 2 gol e 1 assist per Mertens, 2 gol per Fabian Ruiz, 1 rete e 1 assist per Milik, 1 rete per Insigne e Rog, 1 assist per Verdi e Callejon. Solo il Borussia Dortmund sta tenendo lo stesso passo dei partenopei, mentre tutte le altre sono distanti e non poco (8 per il Psg, 7 per l’Arsenal, 5 per il Barcellona). I dubbi del passato, dunque, possono essere archiviati una volta e per tutte, quegli stessi dubbi che non hanno neppure più i giocatori del Napoli. Tutto, ormai, sono protagonisti del Napoli. Fatta eccezione per gli infortunati (Meret, Ghoulam, Chiriches e Younes), i 21 calciatori presenti in organico hanno infatti già messo piede in campo e soprattutto, in alcuni casi, hanno già superato il minutaggio della scorsa stagione. Tre sono i casi lampanti: Ounas è passato dagli 89’ dell’ultima serie A ai 120’ di quella attuale, Rog invece è a soli due minuti dal superare il minutaggio del 2017-18 quando si fermò a 250’, discorso molto simile anche per Diawara che ha già toccato quota 345’ e si avvicina sempre di più ai 642’ totalizzati appena un anno fa. Tanto basta per avere la certezza, a Napoli è ufficialmente cominciata una nuova era. Sono bastati solo pochi mesi per passare dal Sarrismo all’Ancellottismo.