di Franco Ordine - È riuscito in una impresa unica. È riuscito a passare dalla militanza milanista, mai rinnegata, anzi spesso esibita come fede perenne, senza provocare nessuno strappo, nessuna accusa di alto tradimento. La spiegazione nella sua semplicità è tutta custodita nella persona Carlo Ancelotti. Impossibile riservargli rancore, impossibile volergli del male. Solo i suoi trascorsi juventini sono stati scanditi da un rancore sordo e velenoso che poi è stato seppellito dai trionfi con il Milan. Non ha scelto una comoda panchina. I confronti, specie all’inizio dell’avventura, con il calcio ritmato e palleggiato di Sarri, saranno inevitabili. Rischierà anche qualche rovescio prima d’imporre i suoi metodi, la sua placida vita da spogliatoi, le sue motivazioni, il suo calcio che è tutto tortelli al burro, semplicità e gusto raffinato insomma. Molto dipenderà dal mercato, dagli arrivi più che dalle partenze, dalle scelte di De Laurentiis costretto ad aprire la borsa, e in p
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