di Max Bambara - Prima o poi il tema sarebbe diventato attuale, se non tremendamente stringente. L’errore nel derby, che ha permesso ad Icardi di regalare i 3 punti alla squadra di Spalletti, non è stato altro che un perfetto viatico per anticipare un argomento serio e che esiste da tempo se si guarda alle dinamiche di campo con attenzione. Il Milan ha un problema legato al portiere e non è certamente dovuto all’errore di valutazione commesso da Donnarumma domenica sera. Figuriamoci: anche i migliori portieri al mondo commettono qualche errore. Neuer, Buffon, Courtois, nessuno è esente dall’infortunio difensivo. Il tema pertanto non è quell’errore nel derby. Quello fa male, dà fastidio alla pancia del tifoso, ma nell’ottica delle dinamiche dei derby si può anche accettare. Diventa tuttavia un pretesto per introdurre un argomento spinoso: Donnarumma è un ottimo portiere fra i pali, tuttavia nelle uscite è ancora acerbo, immaturo nelle letture, insicuro nel suo linguaggio del corpo. Chiunque osservi con attenzione le gare del Milan può notare come fra i pali il giocatore raramente commetta errori. Ci può essere l’imperfezione, ma quella ci sta e nell’ottica di un percorso di crescita, diventa anche la base su cui lavorare. Fra i pali insomma, Gigio non si discute. Nelle uscite alte però, il numero 99 rossonero pecca troppe volte. Il ruolo del portiere, psicologicamente, è molto simile al ruolo del centravanti. Questi, anche quando non segna, deve sempre darti quella sensazione costante di pericolosità. Se non te la offre ne risente tutto il gioco della squadra. Per il portiere, mutatis mutandis, è lo stesso. A differenza del numero nove che deve sempre essere un pericolo potenziale, un estremo difensore deve sempre offrire invece garanzie assolute di tranquillità alla sua retroguardia. Nell’evoluzione moderna del ruolo del portiere, le uscite, nel tempo, sono divenute un elemento fondamentale. Anche perché, nell’ultimo decennio, sono cambiate le palle inattive(per intenderci, un portiere alla Garella, indimenticato protagonista degli anni 80, oggi avrebbe maggiori difficoltà a ricoprire il ruolo di portiere). Ormai, su queste situazioni, non si marca più. Si fa la linea alta per togliere profondità agli avversari. E la linea alta richiede un portiere che sappia uscire ad aggredire la palla e che non abbia paura di farlo.Donnarumma in queste situazioni è carente, così come è carente sui cross dal fondo su cui, più volte, accenna l’uscita e poi torna fra i pali. Sono dinamiche del gioco che non sente ancora sue e, vista l’età, ciò è anche normale.Attenzione però ai dettagli del campo. Una delle partite che, sinora, hanno indirizzato la stagione rossonera verso una terra di limbo, è Milan Atalanta, giocata a San Siro nel mese di settembre. Qualche istante prima del gol del 2-2 bergamasco, Gigio fa una uscita a vuoto che viene coperta mirabilmente da un salvataggio di Ricardo Rodriguez sulla linea di porta. Nell’azione successiva, tuttavia, il Milan prende gol. La controprova non esiste ma, a mio parere, quell’uscita completamente a vuoto del portiere ha tolto sicurezza all’intera squadra che è stata così poco reattiva sull’azione seguente. Perché quindi, alla luce di ciò, non prendere in considerazione l’idea di far giocare Reina per qualche partita? Senza dubbio, pensare ad una turnazione fra i portieri non è possibile (è l’unico ruolo nel calcio in cui il turn over non funziona), però in questo momento gli interessi della squadra devono venire prima di ogni altra cosa. Nel Milan sono andati in panchina fior di palloni d’oro. Se diventa riserva per un periodo anche l’ex ragazzo prodigio della primavera, non cadrà certo il mondo, né verrà scalfito il suo valore. Magari potrebbe addirittura essergli utile per crescere. Nei fatti, ad oggi, sottovalutare il problema di un portiere che comunica insicurezza su tutte le palle inattive, non è possibile. Una soluzione va trovata. Senza puntare indici colpevolisti che non fanno parte della cultura sportiva del Milan, però va trovata. Chiudere gli occhi davanti al problema potrebbe essere una colpa grave.
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