di Enrico Vitolo - Di rientro da Nyon dove la giornata non è sembrata particolarmente tragica o nefasta sul tema del Settlement agreement e l'Uefa, il Milan riflette su se stesso e sul proprio modo di stare in campo. I colori sono un po' simili a quelli della Ferrari, ma anche le partenze sono davvero molto simili a quelle che in questo momento stanno contraddistinguendo il campionato del suo pilota di punta Vettel. Ci spieghiamo meglio. Giusto il tempo di vedere il semaforo verde, che in questo caso sarebbe il fischio d’inizio, che il Milan riesce subito a raggiungere delle velocità impressionanti. Dopo la trasferta di Torino, infatti, sono diventate 7 le occasioni in cui la squadra rossonera ha segnato almeno un gol nei primi dieci minuti di gioco. Un dato non di poco conto, che in serie A soltanto la Fiorentina ha saputo eguagliare al momento. Tutto è cominciato a Crotone alla prima di campionato quando dopo appena centoventi secondi Kessie trasformò il rigore e permise al Milan di mettersi subito l’avversario alle proprie spalle ed avvicinarsi con netto anticipo verso il traguardo finale. Già. Perché quando Bonucci e compagni segnano in avvio di gara quasi sempre riescono anche a vincere. Casualità oppure no è difficile dirlo, di sicuro la strada sembra liberarsi come per incanto. Stesso destino, ad esempio, anche contro il Cagliari alla seconda giornata d’andata quando Cutrone segnò al 9’ sull’assist al bacio di Suso. Ma da quel momento c’è stato un lungo periodo di false partenze, almeno fino a quando non è arrivato Gattuso. Cambiato il meccanico tutto infatti è ritornato alla normalità nel giro di poco tempo. Contro il Bologna a San Siro gol di Bonaventura e nuova vittoria, gol di Cutrone a Ferrara contro la Spal ed altri tre punti in cassaforte, così come contro il Chievo Verona quando toccò a Calhanoglu sbloccare immediatamente la partita ed incanalarla, nonostante le difficoltà successive, verso la vittoria finale. Solo due, invece, le circostanze in cui il Milan non è riuscito a chiudere la gara con una vittoria: ad Udinese quando ci pensò Suso a sbloccarla in avvio e pochi giorni fa a Torino contro i granata di Mazzarri. Quella di mercoledì sera sembrava l’ennesima serata perfetta, ma niente da fare questa volta la rete di Bonaventura non è bastata. Ma già da qualche giorno l’ultima giornata non conta più, ora c’è da pensare soltanto alla prossima partenza. Contro il Benevento servirà l’ennesimo avvio sprint per cercare di ritrovare finalmente una vittoria che manca ormai da troppo tempo.